Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl di Caltanissetta hanno proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti del Cefpas, l’ente regionale di formazione permanente e aggiornamento del personale del servizio sanitario siciliano. La decisione arriva dopo settimane di stallo nelle trattative con la direzione generale dell’ente per l’applicazione del nuovo contratto di lavoro, conseguente alla sentenza della Corte Costituzionale n. 169/2024. La Consulta ha infatti dichiarato illegittima la norma contenuta nella legge regionale 1/2024 che qualificava il Cefpas come ente del servizio sanitario regionale. In virtù della pronuncia, al personale del Cefpas dovrà essere applicato il contratto dei dipendenti della Regione Siciliana e non quello del Servizio sanitario regionale. Una svolta che, secondo i sindacati, avrebbe dovuto aprire immediatamente un tavolo di contrattazione per garantire ai lavoratori il riconoscimento dei diritti maturati.
“Il negoziato per il cambio contratto è fermo – denunciano i segretari Sandro Pagaria (Fp Cgil), Giusi Dell’Utri (Cisl Fp) e Lino Salanitro (Uil Fpl) –. Alle nostre reiterate richieste di attivazione del tavolo di contrattazione la direzione generale non ha dato riscontro concreto, né ha indicato una data per l’avvio delle trattative. Chiediamo che si vada subito a soluzioni e tutele concrete, perché ulteriori ritardi su una vicenda che ha ricadute significative sulla vita lavorativa e personale dei dipendenti non sono più tollerabili”.
I sindacati hanno scritto al Prefetto di Caltanissetta per chiedere l’attivazione del tentativo obbligatorio di conciliazione, passaggio previsto dalla normativa in caso di conflitti collettivi. La mobilitazione, sottolineano le organizzazioni, non è solo un atto formale ma rappresenta la volontà di dare voce a centinaia di lavoratori che attendono da mesi un riconoscimento contrattuale coerente con la natura giuridica dell’ente.
Dalla direzione del Cefpas intanto si fa sapere che, al termine delle assemblee dei lavoratori programmate fino al 26 novembre, è stata fissata per il 2 dicembre una riunione con tutte le organizzazioni sindacali firmatarie del CCRL dei dipendenti della Regione Siciliana – comparto non dirigenziale. All’ordine del giorno ci sarà proprio il tema del contratto di lavoro, nodo centrale della vertenza che ha portato alla proclamazione dello stato di agitazione.


















