L’ultima indagine annuale sulla qualità della vita, realizzata da ItaliaOggi e Ital Communications in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma, ha rivelato un quadro complesso per le province siciliane . Caltanissetta si è classificata all’ultimo posto (107°) ma in generale tutti i capoluoghi di provincia dell’isola si ritrovano sul fondo dell’indagine nazionale. In testa, al primo posto, c’è invece ancora una volta Milano, seguita da Bolzano. Medaglia di bronzo per Monza e Brianza.
L’iniziativa, giunta alla sua 26ª edizione, analizza nove dimensioni fondamentali per valutare la qualità della vita: affari e lavoro, ambiente, reati e sicurezza, sicurezza sociale, istruzione e formazione, popolazione, sistema salute, turismo, reddito e ricchezza. Questi indicatori permettono di comprendere meglio le condizioni di benessere dei cittadini in diverse città italiane.
Il risultato di Caltanissetta riflette una serie di problematiche che la città deve affrontare, tra cui: un mercato del lavoro che mostra tassi di disoccupazione elevati e una scarsa presenza di startup e PMI innovative. Ci sono vulnerabilità in molti aspetti della qualità della vita, comuni alle province del Mezzogiorno, ma, allo stesso tempo, ci sono anche buoni risultati: la provincia si classifica tra le prime posizioni nella dimensione del ‘Sistema salute’, a metà classifica nella dimensione relativa a ‘Reati e sicurezza’ e nelle posizioni di coda nelle restanti 7 dimensioni. Male anche per la futura Capitale della Cultura 2025, Agrigento si classifica due posizioni avanti al capoluogo nisseno (105) e Siracusa al 102esimo posto.
In Sicilia è Ragusa la città migliore, all’86º posto, mantenendo la stessa posizione dell’anno precedente, seguita da Trapani, Enna e Catania rispettivamente al 92°, 97° e 98° posto.
Il capoluogo di regione Palermo riporta un sorprendente sedicesimo posto per il sistema salute. Per quanto riguarda affari e lavoro la posizione è 102°, al 106esimo posto per sicurezza sociale. Un po’ meglio sul fronte reati e sicurezza (60) e turismo (57).
In un’analisi complessiva si conferma la crescita delle metropoli: province e città metropolitane, soprattutto del Centro Nord, continuano a mostrare una maggiore capacità di ripresa rispetto alle altre aree del Paese. Si fa più netta la separazione tra le regioni del Nord e il Mezzogiorno e Isole, dove crescono aree di disagio sociale e personale. Questo divario è particolarmente evidente nelle dimensioni di affari e lavoro, ambiente e sicurezza sociale.
La classifica completa è consultabile al seguente indirizzo: qualitadellavita.italiaoggi.it