Proscenium Festival: premio ad Assisi per Lidia Vitrano

Le radici nissene nella musica, il percorso a Milano e il desiderio di tornare nella propria terra.
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C’è una scena che racconta l’anima di Malelingue, il brano che ha consegnato lo scorso 17 ottobre alla cantautrice nissena Lidia Vitrano il premio per il miglior testo all’ottava edizione del Proscenium Festival di Assisi. Una casa di paese, una sedia davanti alla porta e le chiacchiere tra vicini, quello che in Sicilia viene chiamato il classico curtigghiu. “Quando l’ho scritta ho pensato alla signora seduta fuori dalla porta di casa che parla con le altre amiche dei fatti degli altri”, racconta l’artista. Da quell’immagine è nato Malelingue, il brano che ha conquistato la giuria del festival umbro. Oltre al riconoscimento per il miglior testo, Vitrano ha ottenuto anche il secondo premio assoluto come interprete.

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Quando si è iscritta al concorso, la scorsa primavera, non immaginava quanto sarebbe stata importante l’esperienza. “Sapevo che fosse un festival prestigioso e mi allettava l’idea di esibirmi con un’orchestra di 35 elementi, ma non avevo capito quanto fosse professionale e ben organizzato fino a quando non sono arrivata ad Assisi”. Due giornate tra masterclass, prove orchestrali e incontri con professionisti del settore, impreziosite dalla presenza di artisti come Fausto Leali, Roger Wright e Chiara Galiazzo e dall’autore Vincenzo Incenzo.
“È stata un’esperienza incredibile. Ho conosciuto persone fantastiche e ho avuto l’opportunità di far ascoltare un mio brano inedito“, racconta. Una delle emozioni più forti è stata proprio l’esibizione con l’orchestra del festival, la prima per Malelingue. “Lo avevo già suonato sulla base, ma non mi era mai capitato di eseguirlo con dei musicisti. Un brano cambia completamente: con 35 persone che lo suonano diventa un’altra cosa”, spiega la cantautrice. “Sul palco non ti senti sola. Hai una ciurma che sostiene la tua musica e anche l’ansia si gestisce diversamente”.

Dietro il successo di Malelingue c’è quella che l’artista definisce senza esitazioni una proposta di “pop siculo”. “Il mio genere è il pop, però con influenze siciliane, sia nel dialetto che utilizzo sia nelle sonorità”. Tra le sue fonti di ispirazione cita Serena Brancale, Levante e Carmen Consoli. “C’è il mandolino e ci sono sonorità che richiamano il Sud Italia. La Sicilia è presente sia musicalmente sia nel racconto“. Una Sicilia che nel brano non fa soltanto da sfondo, ma diventa protagonista di una riflessione sul pettegolezzo e sul giudizio sociale, temi universali che attraversano ogni comunità.

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Classe 2001, cresciuta a Caltanissetta, Lidia Vitrano si è formata alla scuola Mast 79 prima di trasferirsi a Milano, dove ha studiato canto pop al CPM Music Institute e pubblicato il suo primo EP, Bruma. Il premio ricevuto ad Assisi rappresenta per lei soprattutto un riconoscimento alla scrittura. “Il premio per il miglior testo mi ha fatto riflettere. Mi piacerebbe sviluppare sempre di più anche il lavoro di autrice e scrivere per altri artisti“, confida. Subito dopo la premiazione il pensiero è andato alla sua terra. “Ho dedicato il premio alla Sicilia perché senza le mie origini non avrei mai scritto questo brano“. Un ringraziamento speciale è andato anche alla famiglia: “Mi hanno sempre sostenuta, sia dal punto di vista umano sia da quello economico. Non mi hanno mai fatto pesare i sacrifici fatti per permettermi di studiare a Milano”.

Oggi vive nel capoluogo lombardo, con un rapporto che definisce di “amore e odio”. Se da una parte Milano offre opportunità continue, dall’altra resta forte il richiamo della Sicilia. “La amo profondamente, ma mi fa rabbia non poter vivere nella mia terra. Vorrei stare con la mia famiglia, a casa mia“. E nel cassetto conserva già un sogno preciso: “Mi piacerebbe tornare a vivere nella mia terra quando avrò raggiunto una maggiore tranquillità economica. Sogno di realizzare uno studio di registrazione dove poter accogliere musicisti e artisti”.

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