Un milione e duecentomila euro in contanti, nascosti in cassetti, scatole e persino nell’auto. È quanto la Polizia di Stato ha trovato nelle due abitazioni e nella vettura di Giuseppe Nicoletti, ufficialmente commerciante di tessuti ma, secondo la Procura di Palermo, attivo soprattutto come facilitatore di pratiche di invalidità ottenute senza visite mediche. L’uomo è finito agli arresti domiciliari insieme ad altre due persone, al termine di un’indagine della Squadra Mobile del capoluogo siciliano coordinata dalla Procura della Repubblica. Nicoletti ha ammesso buona parte delle proprie responsabilità durante gli interrogatori preventivi. Avrebbe ricevuto tra 1.500 e 7.000 euro per ogni pratica di invalidità, istruita grazie alla collaborazione di medici compiacenti. Per ottenere l’approvazione delle commissioni, si sarebbe rivolto a un alto dirigente medico, già coinvolto in altre inchieste, che avrebbe “addomesticato” i giudizi sulle richieste presentate dai suoi clienti.
La sproporzione tra i redditi dichiarati e l’ingente somma trovata nella sua disponibilità ha portato il G.I.P. a disporre il sequestro preventivo del denaro, convalidando il provvedimento d’urgenza adottato dalla Squadra Mobile. L’inchiesta, avviata nel 2024 dopo la denuncia di un tecnico ortopedico, ha rivelato un sistema illecito ramificato, fondato su certificazioni false e decisioni pilotate. Le investigazioni – condotte con intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche – hanno messo in luce un meccanismo consolidato che coinvolgeva professionisti sanitari e imprenditori del settore ortopedico.
Un ruolo centrale lo avrebbe avuto Leonardo Gaziano, ortopedico dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo, anche lui finito ai domiciliari. Secondo gli investigatori, avrebbe indirizzato i pazienti verso aziende di imprenditori amici per l’acquisto di protesi, sedie a rotelle e altri dispositivi ortopedici a carico del Servizio Sanitario Regionale. In cambio avrebbe ricevuto denaro, aragoste e gamberoni di Mazara. Tra gli indagati figura anche l’imprenditore Massimiliano Contino, destinatario di una misura cautelare. Le dichiarazioni rese da lui, dall’ortopedico e da un altro imprenditore sono state giudicate contraddittorie e smentite dalle intercettazioni e dai pedinamenti. Oltre ai tre arresti domiciliari, il G.I.P. ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e il divieto di esercitare un pubblico ufficio o servizio per un anno nei confronti di due medici – un fisiatra dell’A.S.P. e una neuropsicologa – e di un ulteriore imprenditore del settore ortopedico.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Nicoletti fungeva da anello di congiunzione tra una vasta rete di clienti e sanitari compiacenti. Conosceva a fondo le procedure amministrative e previdenziali e sapeva come superare gli ostacoli attraverso certificazioni false. Una volta istruite le pratiche, si affidava al dirigente medico per orientare il giudizio delle commissioni. La Procura ha valorizzato la collaborazione del facilitatore e di alcuni professionisti, mentre ha ritenuto inattendibili le versioni fornite da altri indagati.