Dopo Milano e Parigi, anche la Capitale conquista l’universo onirico della moda firmata Dolce&Gabbana. Oggi l’ultimo giorno di visita a Palazzo Esposizioni. Un successo senza precedenti per una mostra che è molto più di una sfilata di Alta Moda: è un viaggio nell’identità culturale italiana.
Dopo le tappe di Milano e Parigi, il racconto per immagini, tessuti, suoni e visioni dell’universo Dolce&Gabbana è approdato nella Capitale, dove ha trovato uno scenario perfetto: il Palazzo delle Esposizioni, imponente edificio neoclassico firmato Pio Piacentini, luogo simbolo della cultura visiva e dell’arte contemporanea. E proprio qui, le creazioni di Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno trovato un nuovo linguaggio, un nuovo ritmo, in pieno dialogo con la storia, l’architettura e l’anima della città.






ROMA – 13 agosto 2025. Tre mesi, oltre duecento creazioni esposte, 1.500 metri quadri di scenografie immersive, decine di migliaia di visitatori e file costanti fuori da Palazzo Esposizioni. La mostra “Dal Cuore alle Mani: Dolce&Gabbana” chiude oggi la sua straordinaria tappa romana con un bilancio da tutto esaurito.
Non una semplice mostra, ma un racconto sensoriale
Curata da Florence Müller e prodotta da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con IMG, la mostra è stata promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e patrocinata da Roma Capitale. L’allestimento scenografico, firmato dallo studio Agence Galuchat, ha trasformato il percorso espositivo in un viaggio emozionale attraverso il tempo, la materia e l’arte dell’Alta Moda italiana.
Il titolo “Dal Cuore alle Mani” riassume perfettamente l’essenza dell’esposizione: dall’ispirazione all’artigianalità, dal sentimento alla creazione concreta. Ogni sala ha raccontato un frammento dell’universo creativo di Dolce&Gabbana, tracciando una mappa culturale che unisce moda, folklore, musica, opera, architettura e cinema. A impreziosire l’esperienza, anche l’intervento di artisti visivi contemporanei, invitati a reinterpretare lo spirito della maison.

Dalla Sicilia mitica alla Roma imperiale: le sale tematiche
L’esposizione si apre con una sala dedicata al Fatto a Mano, cuore pulsante dell’intero progetto, rappresentato da un abito che omaggia il Colosseo sospeso in un gigantesco carillon. È solo l’inizio di un itinerario che si snoda tra mikado, raso di seta, pizzi e cristalli, senza barriere fisiche tra le opere e i visitatori.
La seconda sala celebra la lavorazione del vetro, dove suoni e riflessi avvolgono il pubblico in un gioco di specchi, lampadari e superfici preziose. La terza è un omaggio a Il Gattopardo, film icona di Luchino Visconti, con una ricostruzione scenica del celebre ballo, mentre la quarta trasforma il Carretto Siciliano in un’opera d’arte da indossare, tra maioliche dipinte a mano e richiami pittorici a Francesco Hayez e alla Cavalleria Rusticana.
Spiccano anche la sala dedicata alla devozione barocca, dove oro, nero e Cuori Sacri convivono in un gioco teatrale di luci e ombre, e quella ispirata alla Siracusa Collection, in cui la leggerezza dell’organza richiama la plasticità dello stucco di Giacomo Serpotta, maestro del barocco siciliano.Non manca il mito, nella sala in cui le divinità greche prendono forma in abiti eterei, né l’opera, celebrata con una scenografia teatrale e una tavola imbandita di dolci siciliani, che accoglie abiti ispirati alle grandi produzioni liriche.

Tra cinema e Sardegna: un finale d’effetto
Particolarmente apprezzata la sala dedicata al documentario “Devozione” di Giuseppe Tornatore, con musiche originali di Ennio Morricone, in cui Dolce&Gabbana raccontano il loro legame viscerale con la Sicilia. Il film, accessibile integralmente via QR code, è parte di un più ampio progetto culturale presentato in anteprima al Teatro Antico di Taormina.
Il percorso si chiude con un tributo alla Sardegna e alla sua arte tessile: filati, ricami e gioielli tradizionali dialogano con la moda, in un inno alla bellezza autentica e alla sapienza delle mani.


Oltre la moda: una dichiarazione d’identità
“Dal Cuore alle Mani” non è una semplice retrospettiva. È un’opera corale che celebra l’orgoglio dell’essere italiani, la forza della tradizione, la bellezza del dettaglio, la passione artigianale e l’infinita capacità di trasformare l’estetica in emozione.
Chi ha avuto la fortuna di visitarla, torna a casa arricchito. Di bellezza, certo. Ma soprattutto di una rinnovata consapevolezza: l’Italia non è solo un luogo geografico. È un sentimento. E la moda, quando è arte, sa raccontarlo come nessun altro.
R.D. ©