Marcinelle – Un filo rosso di dolore e dignità lega le viscere della terra nissena alle tragedie minerarie internazionali. In occasione delle commemorazioni per il disastro di Marcinelle, svoltesi nel sito belga di Bois du Cazier alla presenza delle istituzioni, il Sottosegretario di Stato agli Esteri Massimo Dell’Utri ha ripercorso il valore della memoria storica partendo da una delle ferite più profonde della Sicilia: la strage della zolfara di Gessolungo del 1881. L’esplosione di grisù nella miniera nissena provocò 89 vittime, tra cui 19 “carusi”, ragazzi dai 9 ai 16 anni impiegati nei cunicoli. Per nove di loro, mai identificati e sepolti nel Cimitero dei Carusi, il ricordo resta vivo.
“Anche nella nostra realtà abbiamo il senso della comunità, del sacrificio del lavoro e del rispetto delle regole“, ha sottolineato Dell’Utri nel suo intervento tra i vecchi macchinari del complesso industriale belga, evidenziando il valore civile della cerimonia. “Essere qui ha un significato particolare. Vogliamo rappresentare la vicinanza a questo mondo perché non vogliamo più tragedie del lavoro. Un impegno su cui si sta lavorando concretamente“.
Il parallelo tracciato dal Sottosegretario tra il dramma belga e quello nisseno trasforma così la commemorazione in un monito attuale: la memoria delle miniere non come semplice celebrazione, ma come vincolo etico e istituzionale per garantire, oggi, la tutela e la sicurezza di ogni lavoratore.


















