Un sopralluogo istituzionale, una visita nei quartieri più fragili, un confronto diretto con le realtà sociali e amministrative: la missione della Commissione speciale Hous del Parlamento europeo a Palermo, svoltasi il 18 settembre, ha portato al centro del dibattito europeo l’emergenza abitativa siciliana. Dopo Milano, il capoluogo siciliano è stato scelto come seconda tappa di un percorso che mira a ridefinire le politiche urbane e sociali dell’Unione. La delegazione, presieduta da Irene Tinagli, è stata accolta dal sindaco Roberto Lagalla e dagli assessori Fabrizio Ferrandelli (Emergenza abitativa) e Brigida Alaimo (Beni confiscati). L’incontro, promosso dall’europarlamentare Marco Falcone (FI), ha visto la partecipazione di altri membri della Commissione Hous, tra cui: Estrella Durá Ferrandis , Kim Van Sparrentak, Sylvie Brunet, Tomáš Zdechovský, Rosa D’Amato e Milan Brglez
Durante il confronto, l’amministrazione ha presentato i risultati ottenuti nell’ultimo anno: 140 unità abitative consegnate, tra edilizia residenziale pubblica e immobili confiscati alla criminalità organizzata. È stato inoltre annunciato l’avvio di un Ufficio tecnico dedicato alla manutenzione dell’ERP, misura strutturale attesa da decenni. La Commissione ha visitato il quartiere Zen, simbolo delle contraddizioni urbane palermitane. In via Primo Carnera, i parlamentari europei hanno potuto osservare le condizioni di abbandono e vandalismo: edifici fatiscenti, rifiuti abbandonati, campetti sportivi inagibili. Il confronto con le associazioni locali ha evidenziato la necessità di interventi urgenti, ma anche la resilienza di una comunità che chiede riscatto.
Tra i progetti illustrati, spicca quello sull’housing universitario: la trasformazione di superfici comunali inutilizzate in residenze diffuse per studenti nel centro storico, con investimenti privati. Un modello che coniuga diritto allo studio, rigenerazione urbana e inclusione sociale. Il sindaco Lagalla ha proposto Palermo come “laboratorio urbano europeo per l’innovazione sociale in ambito abitativo”, capace di affrontare le sfide del lavoro ibrido, della digitalizzazione e delle nuove forme dell’abitare. Co-living, co-working, sostenibilità e legalità sono le parole chiave di una visione che punta a superare l’emergenza per costruire un modello replicabile. Il presidente Renato Schifani ha ricevuto la Commissione a Palazzo d’Orléans, sottolineando la necessità di un piano pluriennale e di fondi europei dedicati. “La revisione della politica di coesione è un’occasione per affrontare l’emergenza casa con strumenti adeguati”, ha dichiarato. Secondo l’Ance Sicilia, l’indice di accessibilità all’abitazione supera il 40% del reddito disponibile in città come Palermo, Catania e Messina. Solo Trapani e Caltanissetta restano sotto la soglia critica del 30%. Le nuove povertà, le giovani coppie escluse dal mercato immobiliare e la carenza di alloggi pubblici rendono urgente una risposta sistemica.


















