Qualità della vita 2025: Milano al top, Caltanissetta fanalino di coda

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Caltanissetta - © ViU News
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L’Edizione 2025 dell’Indagine sulla qualità della vita, realizzata da ItaliaOggi e Ital Communications in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, fotografa ancora una volta un’Italia spaccata in due. Milano si conferma al primo posto grazie a servizi efficienti, reddito elevato e infrastrutture solide, seguita da Bolzano e Bologna. All’estremo opposto, Caltanissetta si colloca ultima tra le 107 province italiane, simbolo delle difficoltà strutturali che affliggono gran parte del Mezzogiorno. Il quadro siciliano resta abbastanza sconfortante: otto province su nove si collocano negli ultimi venti posti. Dopo Ragusa (78), la migliore tra le siciliane, Messina (90) e Trapani (91), Enna (96), Palermo (99), Catania (100), Siracusa (102), Agrigento (103) e Caltanissetta, che chiude ancora una volta la graduatoria al 107° posto.

IMG 1795 Qualità della vita 2025: Milano al top, Caltanissetta fanalino di coda
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La ricerca si basa su 92 parametri suddivisi in nove macro-aree: affari e lavoro, ambiente, istruzione e formazione, popolazione, reati e sicurezza, reddito e ricchezza, sicurezza sociale, sistema salute, turismo intrattenimento e cultura, che hanno permesso di indagare in maniera approfondita i molteplici aspetti relativi alla qualità della vita a livello locale.

Caltanissetta, una provincia in fondo alla classifica

Nell’indagine ItaliaOggi, Caltanissetta si conferma ultima tra le province italiane e siciliane, ma il dettaglio dei singoli indicatori restituisce un quadro più sfaccettato. Sul fronte ambientale la provincia ha registrato un lieve miglioramento, guadagnando due posizioni e collocandosi al 99° posto. L’istruzione resta invece il punto più critico, con la provincia nissena relegata al 107° posto, fanalino di coda assoluto, segno di un sistema scolastico fragile e di un tasso di abbandono ancora troppo elevato. Tra i parametri presi in considerazione: tasso di partecipazione alla scuola dell’infanzia, persone con un diploma di istruzione secondaria superiore o con  laurea, percentuale di persone coinvolte in attività di formazione permanente e le competenze numeriche e alfabetiche degli studenti.  Il lavoro non offre prospettive migliori: la provincia si ferma al 102° posto, penalizzata da disoccupazione e scarsa attrattività per investimenti. Anche il reddito medio rimane tra i più bassi d’Italia, con Caltanissetta al 98° posto, a conferma di un divario economico profondo rispetto alle regioni settentrionali.

Eppure, in questo quadro di difficoltà, emerge un dato sorprendente: il sistema salute. Secondo lo studio la provincia si colloca al 21° posto, guadagnando ben 22 posizioni rispetto all’anno precedente. Un risultato forse inatteso probabilmente perchè a partire dal 2025, accanto alle sottodimensioni dei posti letto in reparti specialistici e della dotazione di grandi apparecchiature diagnostiche, è stata inserita la sottodimensione degli indicatori di attività ospedaliera, che tenta di catturare l’impatto della mobilità ospedaliera extraregionale sul sistema ospedaliero provinciale e la sua attrattività. Sul fronte della sicurezza, Caltanissetta resta nelle retrovie, al 104° posto, con una percezione diffusa di fragilità sociale e criminalità. Il turismo, infine, si ferma al 97° posto: un patrimonio culturale e paesaggistico importante, ma ancora poco valorizzato e privo di un’offerta strutturata capace di attrarre visitatori in modo continuativo.

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