Centoventi chili di cassata siciliana realizzati dal vivo, una piazza pronta ad accogliere il pubblico e il lavoro dei maestri pasticceri della Federazione Internazionale Pasticceria Gelateria Cioccolateria (FIPGC). L’11 ottobre, a Nicosia, in occasione della Festa del Cannolo, la tradizione dolciaria siciliana è stata protagonista di una maxi creazione preparata in piazza Garibaldi e successivamente distribuita in degustazione. Un evento che ha celebrato uno dei dolci più rappresentativi dell’isola, riportando l’attenzione sulla sua storia e sulle trasformazioni che, nel corso dei secoli, ne hanno definito la forma attuale. La cassata siciliana non nasce dall’intuizione di un singolo pasticcere, né appartiene interamente a una sola cultura.
La sua storia è il risultato di un’evoluzione nella quale ingredienti, tecniche e conoscenze provenienti da epoche differenti si sono incontrati, dando vita a una preparazione diventata simbolo della pasticceria isolana. Per comprenderne le origini bisogna partire dalla Sicilia, terra attraversata da popoli e civiltà che hanno lasciato tracce profonde nella cultura alimentare. Le tradizioni greco-romane e bizantine conoscevano già l’impiego di miele, frutta secca, formaggi e cereali nella preparazione dei dolci. Un patrimonio gastronomico che, a partire dal IX secolo, si arricchì ulteriormente con la presenza araba. Durante la dominazione araba, nuove colture, tecniche agricole e conoscenze alimentari contribuirono a trasformare il paesaggio agricolo siciliano. La diffusione della canna da zucchero, degli agrumi e delle mandorle ebbe un ruolo significativo nello sviluppo della pasticceria locale.
Lo zucchero, in particolare, offrì nuove possibilità nella lavorazione degli ingredienti, mentre le mandorle si prestarono alla realizzazione di impasti e preparazioni dolciarie sempre più raffinate. Nei secoli successivi, queste influenze si intrecciarono con le tradizioni locali, con gli apporti delle dominazioni successive e con le elaborazioni sviluppate nelle botteghe artigiane e nei conventi. La pasticceria siciliana si trasformò progressivamente, accogliendo nuovi ingredienti e sperimentando tecniche diverse. La cassata, insieme ai cannoli, alla pasta reale e alla frutta martorana, rappresenta una delle espressioni più riconoscibili di questo percorso storico. Anche l’origine del nome cassata è oggetto di diverse interpretazioni. Una delle ipotesi più diffuse lo collega all’arabo quas’at, termine riferito a una scodella o a un recipiente concavo, forse in relazione al contenitore utilizzato per lavorare il composto.
Un’altra ipotesi riconduce invece la parola al latino caseus, cioè formaggio, con riferimento alla ricotta che costituisce il cuore del ripieno. Il primo ingrediente da considerare è proprio la ricotta di pecora, elemento centrale della cassata e protagonista di una lunga tradizione casearia mediterranea. La sua produzione è legata al recupero del siero che rimane dopo la lavorazione del formaggio. Per i pastori del passato, il latte rappresentava una risorsa preziosa: trasformarlo in formaggio permetteva di ottenere un alimento fondamentale, mentre il siero poteva essere ulteriormente lavorato per ricavarne un altro prodotto. Quella che oggi è considerata una materia prima pregiata della pasticceria nasce dunque da una necessità concreta: evitare gli sprechi e sfruttare al meglio le risorse disponibili. Nel tempo, la ricotta ha superato la dimensione di semplice alimento quotidiano, diventando protagonista di numerose preparazioni dolciarie siciliane.
Accanto alla ricotta, un ruolo fondamentale spetta alla pasta reale, conosciuta anche come pasta di mandorle. La sua preparazione, basata tradizionalmente sulla lavorazione delle mandorle finemente macinate con lo zucchero, permette di ottenere un composto modellabile, utilizzato per realizzare rivestimenti, decorazioni e dolci. La mandorla, particolarmente legata alle produzioni agricole mediterranee, ha trovato nella pasticceria siciliana uno degli impieghi più raffinati. Nel corso dei secoli, anche grazie al lavoro delle comunità religiose e dei conventi, la pasta reale è diventata un elemento caratteristico della tradizione dolciaria dell’isola. Un altro passaggio importante nell’evoluzione della cassata è rappresentato dal pan di Spagna. A differenza della ricotta e della pasta di mandorle, legate a tradizioni mediterranee più antiche, questo ingrediente si inserisce nella storia della pasticceria europea, che tra l’età moderna e il Settecento sviluppò preparazioni sempre più elaborate a base di impasti soffici e montati. Il pan di Spagna, affermatosi nella tradizione dolciaria europea, contribuì a rendere possibile una struttura più articolata del dolce. La sua consistenza leggera permette di sostenere il ripieno di ricotta e di assorbirne parte dell’umidità, creando un equilibrio tra gli ingredienti senza appesantire eccessivamente la preparazione. Anche il cioccolato racconta una fase successiva della storia gastronomica. Originario delle Americhe, arrivò in Europa in seguito ai viaggi e ai contatti avviati dopo le esplorazioni del continente americano.
La sua diffusione nelle corti europee e, successivamente, nella pasticceria contribuì ad ampliare le possibilità creative dei professionisti del settore. Nella cassata, il cioccolato può essere aggiunto alla crema di ricotta sotto forma di scaglie o piccoli pezzi, introducendo una nota aromatica che contrasta con la dolcezza del ripieno. La sua presenza testimonia come anche ingredienti provenienti da territori lontani siano entrati nel repertorio della pasticceria europea, trovando successivamente spazio nelle preparazioni della tradizione siciliana. La glassa rappresenta un ulteriore elemento distintivo della cassata. La sua copertura chiara e uniforme riveste la superficie del dolce e crea una base sulla quale risaltano le decorazioni di frutta candita. A completare la decorazione intervengono la zuccata, ricavata dalla zucca candita, e gli altri frutti canditi, disposti sulla superficie secondo motivi ornamentali che esaltano i colori e la ricchezza del dolce. La cassata non si distingue soltanto per il gusto, ma anche per la capacità di sorprendere visivamente, esprimendo una concezione della pasticceria nella quale la presentazione riveste un ruolo fondamentale. La forma attuale della cassata è dunque il risultato di una lunga evoluzione. Non si tratta di una ricetta rimasta immutata nel tempo, bensì di un dolce che ha accolto trasformazioni, sperimentazioni e nuove tecniche, adattandole al gusto e alle consuetudini della pasticceria siciliana.



















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