Liegi, da “uomini contro carbone” a un ponte tra Sicilia e Belgio: ad Ans due giornate per celebrare 80 anni di storia italiana

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Ottant’anni dopo la firma dell’accordo italo-belga sul carbone, la comunità italiana di Liegi ha scelto di celebrare quella pagina di storia non soltanto guardando al passato, ma soprattutto costruendo nuovi ponti con il futuro. L’11 e il 12 settembre, nella Salle Henriette Brenu di Ans, si è svolta una manifestazione dedicata all’80° anniversario dell’accordo firmato a Roma il 23 giugno 1946, conosciuto come accordo “uomini contro carbone”. L’intesa segnò profondamente il dopoguerra europeo e la storia dell’emigrazione italiana: migliaia di lavoratori italiani raggiunsero il Belgio per lavorare nelle miniere, contribuendo alla ricostruzione e allo sviluppo del Paese. Ma quella di Ans non è stata una semplice celebrazione commemorativa ma un momento di incontro tra comunità, istituzioni, territori, imprese e culture, con una particolare attenzione alla Sicilia e alle sue eccellenze.

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L’iniziativa è stata organizzata da “Noi Italiani di Liegi e del Belgio – Insieme Uniti Più Forti”, in collaborazione con L’Aquilone ASBL, con il sostegno della città di Ans, degli Affari culturali della Provincia di Liegi e del Centro culturale di Ans. Accanto alla dimensione istituzionale, la manifestazione ha dato spazio alla promozione territoriale e alle relazioni economiche e culturali tra Belgio e Sicilia. In questo contesto si inserisce il contributo di Grazia Giammusso, esperta di promozione territoriale, che ha sottolineato l’importanza di creare occasioni concrete di collaborazione tra produttori, imprese, territori e comunità.“Sono stata a Liegi con un obiettivo concreto: favorire nuove occasioni di incontro e collaborazione tra produttori locali, territori, imprese e comunità, creando ponti e nuove opportunità”, ha spiegato Giammusso, rivolgendo inoltre un pensiero ai tanti siciliani presenti in Belgio, “una comunità che ancora oggi rappresenta l’Italia con orgoglio, dignità e grande capacità”.

Il tema dell’emigrazione è rimasto il filo conduttore delle due giornate. L’accordo del 1946 rappresentò una svolta nella vita di migliaia di famiglie italiane e siciliane. Dietro quei numeri ci sono storie di uomini e donne che lasciarono la propria terra, affrontando il lavoro duro delle miniere e costruendo nel tempo una nuova vita in Belgio. Ottant’anni dopo, quella memoria è diventata anche uno strumento per riflettere sull’identità italo-belga e sulle nuove generazioni. La tavola rotonda istituzionale del venerdì ha affrontato proprio questi temi: diritti civili e sociali della comunità italo-belga, ruolo dei consolati e delle amministrazioni locali, integrazione e percorsi di vita nati dall’emigrazione del dopoguerra. Tra le autorità e i rappresentanti coinvolti figuravano il sindaco di Ans Grégory Philippin, il sindaco di Liegi Willy Demeyer, l’assessore alle questioni sociali di Ans Yvens Parthoens, il segretario generale della città di Ans François Santos Rey, il sindaco di Favara Antonio Palumbo, il consigliere comunale di Caltanissetta Roberto Gambino, vicepresidente dell’Assemblea nazionale delle città e dei comuni d’Italia, e il console onorario d’Italia a Liegi Domenico Petta, insieme ad altri rappresentanti istituzionali e associativi. La presenza di esponenti italiani e belgi ha dato alla commemorazione una dimensione internazionale, confermando il ruolo che la comunità italiana continua ad avere nel tessuto sociale e culturale del territorio.

La seconda giornata ha trasformato la commemorazione in un vero incontro tra culture. Gli stand gastronomici hanno portato a Ans sapori e prodotti della tradizione italiana e siciliana: arancine, pane e panelle, porchetta, cannoli, cassatine, pizza, tiramisù, vini italiani e olio extravergine d’oliva. La gastronomia è diventata così uno degli strumenti attraverso i quali raccontare l’identità e la cultura di un territorio. Tra le realtà siciliane sostenitrici dell’iniziativa figura anche Firriato, importante casa vinicola siciliana, la cui presenza ha contribuito a dare spazio alla cultura enologica dell’Isola. Il programma ha inoltre coinvolto artisti, stilisti e professionisti della moda, con una sfilata che ha messo in relazione identità mediterranea e creatività internazionale. Tra i protagonisti anche Michele Patanè, artista e artigiano originario di Fiumefreddo di Sicilia, conosciuto per la sua particolare attività legata alla lavorazione artistica del papiro. Patanè ha iniziato la propria attività con il papiro alla fine degli anni Ottanta, arrivando a ideare e realizzare il “Papyrus Fiumefreddo”, ottenuto dalla pianta coltivata nel territorio di Fiumefreddo. Nel suo laboratorio la pianta viene trasformata artigianalmente in carta, che diventa poi supporto per dipinti, disegni e opere artistiche.

Alla sfilata hanno partecipato anche Sabry Sposa, stilista emergente italiana naturalizzata belga, Kunga Couture e Chance Maleya. Grande spazio anche alla musica, dopo la parte istituzionale e gli interventi dei rappresentanti italiani e belgi, si è esibita l’artista italo-belga Elena. A seguire, la percussionista Emanuela Lodato e l’accordeonista Lolita Pariaud hanno proposto un percorso nella musica tradizionale siciliana, con un omaggio particolare a Rosa Balistreri, una delle voci più rappresentative della cultura musicale popolare siciliana. La serata è poi proseguita con Mattia Turiano, presentato come campione italiano di Latin Style, prima del grande ballo conclusivo affidato al DJ e conduttore radiofonico Giuseppe Walden. Arte, musica, moda e gastronomia hanno così accompagnato la riflessione storica, mostrando come l’identità italiana all’estero non sia soltanto memoria, ma anche cultura viva e contemporanea.

Nel 1946 il rapporto tra Italia e Belgio era legato soprattutto al lavoro e al carbone. Nel 2026, ottant’anni dopo, il rapporto può essere alimentato da altri strumenti: cultura, turismo, imprese, promozione territoriale, enogastronomia, arte e scambi tra comunità. Un’evoluzione che non cancella il sacrificio delle generazioni precedenti, ma cerca di trasformarlo in una risorsa per il presente. In questa prospettiva, la presenza di realtà produttive e culturali siciliane, delle istituzioni locali italiane e belghe e delle associazioni della comunità assume un significato preciso: rafforzare i legami tra territori che hanno già una lunga storia comune e creare nuove occasioni di collaborazione.

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La riuscita delle due giornate è stata possibile anche grazie al lavoro di numerose persone che hanno contribuito all’organizzazione: Caty Musso, Fabian Douha, Piero D’Addazio, Carmelo Vullo, Giuseppe, Concetta, Azzurra e Martina Turiano, Paolo Patti, Rosaria Figlia, Angelo Di Franco, Ignazio Butera, Giuseppe Dolcemascolo, Roberto Mantione, Franca Caldarella.
Un ringraziamento è stato rivolto agli artisti, agli stilisti, ai truccatori e parrucchieri, ai fotografi, agli sponsor e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento.
Tra i sostenitori figurano anche Patti Paolo Maurizio, Salvir Rizzo del gruppo Balteau, Firriato e Salvatore Di Matteo.
Un ruolo importante è stato riconosciuto anche ad Angelo Mantione, presidente dell’associazione Noi Italiani di Liegi e del Belgio – Insieme Uniti Più Forti, e a Nicola Briale, presidente de L’Aquilone ASBL, realtà che hanno promosso e sostenuto l’iniziativa.

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