Si è concluso con cinque condanne il processo di primo grado legato all’operazione antimafia “Lua Mater”, che ha colpito la cosca satellite del clan Santapaola-Ercolano nel territorio ennese, in particolare a Regalbuto. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Caltanissetta ha inflitto 17 anni e 2 mesi di reclusione ad Antonio Arcodia Pignarello, detto Toni, ritenuto il referente mafioso locale. Oltre al presunto boss, sono stati condannati:Francesco Arcodia Pignarello, cugino di Toni a 5 anni di carcere e 6.000 euro di multa,Giuseppe Cantareroa 4 anni e 4 mesi per concorso in estorsione,Angelo e Giuseppe Rundoa 4 anni ciascuno per concorso in rapina aggravata.
Le condanne sono arrivate al termine di un rito abbreviato, con l’accusa sostenuta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta. Tra le sanzioni accessorie, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per i cugini Arcodia Pignarello. Durante le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Enna e dal Commissariato di Leonforte, è stato scoperto un vero e proprio arsenale nascosto in un magazzino annesso a un bar nella piazza centrale di Regalbuto. Tra le armi sequestrate: un kalashnikov, tre fucili, due pistole semiautomatiche, un revolver e oltre 250 munizioni.
















