02072025 080751 foto 2 Messina, sequestro da 30 milioni: sotto accusa due avvocati legati alla mafia 02072025 080751 foto 2 Messina, sequestro da 30 milioni: sotto accusa due avvocati legati alla mafia

Messina, sequestro da 30 milioni: sotto accusa due avvocati legati alla mafia

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La Guardia di Finanza di Messina ha eseguito un sequestro patrimoniale per un valore complessivo di circa 30 milioni di euro nei confronti di due professionisti ritenuti socialmente pericolosi, secondo quanto previsto dal Codice Antimafia.

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I destinatari del sequestro sono un ex avvocato messinese – attualmente affidato in prova ai servizi sociali – e un altro legale originario della provincia di Vibo Valentia, ma operante nel territorio peloritano. Le indagini hanno fatto emergere un patrimonio sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, ritenuto frutto di attività illecite.

L’ex avvocato, radiato dall’albo, sarebbe emerso già nel 2013 nell’ambito dell’operazione “Beta” come figura di rilievo nel sostegno alla cosca mafiosa legata al clan Santapaola-Ercolano. Secondo gli inquirenti, avrebbe messo le sue competenze a servizio dell’organizzazione criminale, fornendo assistenza legale, partecipando ad alcuni reati e contribuendo a schermare patrimoni tramite società intestate a prestanome.

Il secondo professionista è stato invece coinvolto nell’indagine “Default” del 2019, che ha portato alla luce un’associazione a delinquere composta da vari professionisti accusati di bancarotta, frode fiscale, riciclaggio, falso ideologico e appropriazione indebita. Anche in questo caso, le competenze legali sarebbero state utilizzate per aiutare imprenditori insolventi a sottrarre beni al fisco e ai creditori.

Il sequestro ha riguardato sette compendi aziendali, una partecipazione societaria, una polizza assicurativa, un conto corrente, 49 immobili – tra cui diverse proprietà di pregio – un motociclo e altri beni riconducibili ai due indagati.

Tra i beni sequestrati figura anche un podere nobiliare situato in Toscana, con una casa colonica, una cappella sconsacrata e un’antica rocca risalente al XIII secolo, un tempo appartenente alla nobile famiglia Chigi. La chiesa annessa, dedicata a San Bartolomeo, risale al 1200.

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