I Carabinieri della Stazione di Mussomeli hanno eseguito nelle prime ore di oggi un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di quattro persone indagate, a vario titolo, per rapina aggravata in abitazione, lesioni personali, estorsione e messa in vendita di sostanze stupefacenti. Il provvedimento ha disposto la custodia cautelare in carcere per tre degli indagati, trasferiti presso la Casa circondariale di Caltanissetta, mentre per il quarto è stata applicata la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
L’inchiesta, condotta dai militari dell’Arma sotto il coordinamento della Procura nissena, prende avvio da un presunto episodio di estorsione ai danni di un cittadino di Mussomeli. Secondo la ricostruzione accusatoria, tre degli indagati avrebbero aggredito l’uomo dopo il suo rifiuto di saldare un debito che sarebbe stato contratto dal figlio. Le contestazioni riguardano anche un secondo episodio. Stando a quanto emerso dalle indagini, la settimana successiva due degli stessi indagati avrebbero aggredito il giovane, costringendolo a consegnare il proprio borsello e il telefono cellulare per il recupero del medesimo credito.
Nel corso dell’attività investigativa è emerso inoltre un ulteriore episodio che vede come persona offesa un cittadino messicano trasferitosi a Mussomeli dopo l’acquisto di un immobile nel centro storico nell’ambito del progetto denominato “Case a 1 euro”. Secondo l’ipotesi accusatoria, due degli indagati si sarebbero introdotti nell’abitazione, dove avrebbero confezionato dosi di sostanze stupefacenti destinate alla vendita. Al rifiuto dell’uomo di acquistare una dose, lo avrebbero aggredito e minacciato con un coltello, costringendolo a consegnare del denaro. Gli accertamenti dei Carabinieri si sono sviluppati attraverso la raccolta delle denunce delle vittime, l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nelle aree interessate, le individuazioni fotografiche e ulteriori attività di polizia giudiziaria. Elementi che, secondo l’accusa, hanno consentito di ricostruire i fatti e di raccogliere il quadro indiziario posto alla base della richiesta di misura cautelare.


















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