“My Name is… 877!”: un viaggio teatrale tra storia, miti e speranza

WhatsApp Image 2025 09 21 at 1.48.29 AM "My Name is… 877!”: un viaggio teatrale tra storia, miti e speranzaWhatsApp Image 2025 09 21 at 1.48.29 AM "My Name is… 877!”: un viaggio teatrale tra storia, miti e speranza
Foto di Myriam Di Stefano - © ViU News
ASCOLTA

Un Ulisse contemporaneo che naviga sulle onde della storia, un Angelo Novus che osserva attonito le tragedie dell’umanità, lingue diverse che si intrecciano fino a diventare musica. È questo l’universo di “My Name is… 877!”, lo spettacolo scritto e diretto da Michele Celeste e portato in scena dalla compagnia multietnica OfficinaTeatro, in collaborazione con il Teatro d’Essai La Condotta di San Cataldo.

Lo spettacolo ha debuttato nel 2015 e nasce da un’esperienza vissuta da Celeste nel centro di prima accoglienza IPAB a San Cataldo. “I ragazzi hanno deciso di andare in scena insieme a me, dando vita a una prima edizione composta da oltre 20 elementi, tra immigrati e artisti italiani– racconta il regista –.Negli anni lo spettacolo ha avuto una sua evoluzione naturale, con i ragazzi che, usciti dal centro, hanno lasciato un segno tangibile: il teatro dove ancora oggi andiamo in scena è stato costruito materialmente da loro e dagli artisti locali“.

  • WhatsApp Image 2025 09 21 at 1.48.23 AM "My Name is… 877!”: un viaggio teatrale tra storia, miti e speranza
  • WhatsApp Image 2025 09 21 at 1.48.38 AM 1 "My Name is… 877!”: un viaggio teatrale tra storia, miti e speranza
  • WhatsApp Image 2025 09 21 at 1.48.25 AM "My Name is… 877!”: un viaggio teatrale tra storia, miti e speranza
  • WhatsApp Image 2025 09 21 at 1.48.38 AM "My Name is… 877!”: un viaggio teatrale tra storia, miti e speranza
  • WhatsApp Image 2025 09 21 at 1.48.27 AM 1 "My Name is… 877!”: un viaggio teatrale tra storia, miti e speranza
  • WhatsApp Image 2025 09 21 at 1.48.26 AM 1 "My Name is… 877!”: un viaggio teatrale tra storia, miti e speranza

L’opera è tornata in scena sabato 20 settembre 2025 al Parco urbano del Palmintelli di Caltanissetta, all’interno di un doppio appuntamento culturale promosso dal Parco Archeologico di Gela, con il patrocinio della Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Caltanissetta.

L’allestimento prende le mosse da un’immagine potente: un uomo che trascina sulle spalle un bidone trasformato in nave, la “Bidonnave”, sulla quale issa una vela. È il rimando a Ulisse, simbolo del viaggiatore e della curiosità intellettuale, ma anche metafora di un’umanità costretta a navigare tra guerre, dittature, colonialismi, leggi razziali e razzismo.

Oltre alla forza emotiva, l’opera teatrale invita anche alla riflessione e all’indignazione. “Per alcune scene, tra parole dei grandi classici e immagini ispirate a opere come l’Angelo Novus di Paul Klee, lo spettacolo crea indignazione. E indignarsi, oggi, è un gesto necessario: ci siamo assuefatti al dolore nel mondo e abbiamo dimenticato di reagire“, aggiunge il regista.

  • WhatsApp Image 2025 09 21 at 1.48.26 AM "My Name is… 877!”: un viaggio teatrale tra storia, miti e speranza
  • WhatsApp Image 2025 09 21 at 1.48.30 AM "My Name is… 877!”: un viaggio teatrale tra storia, miti e speranza
  • WhatsApp Image 2025 09 21 at 1.48.23 AM "My Name is… 877!”: un viaggio teatrale tra storia, miti e speranza
  • WhatsApp Image 2025 09 21 at 1.48.37 AM 1 "My Name is… 877!”: un viaggio teatrale tra storia, miti e speranza
  • WhatsApp Image 2025 09 21 at 1.48.37 AM 3 "My Name is… 877!”: un viaggio teatrale tra storia, miti e speranza
  • WhatsApp Image 2025 09 21 at 1.48.25 AM 1 "My Name is… 877!”: un viaggio teatrale tra storia, miti e speranza
  • WhatsApp Image 2025 09 21 at 1.48.27 AM "My Name is… 877!”: un viaggio teatrale tra storia, miti e speranza

Ogni quadro dello spettacolo si nutre dei grandi temi del teatro classico greco – da Omero a Sofocle – ma li trasporta nel presente, offrendo allo spettatore un viaggio ipnotico e catartico. “Credo che questo spettacolo sia oggi veramente importante per il pubblico– sottolinea Celeste –.Molti lo definiscono un pugno nello stomaco, ed effettivamente lo è, ma è anche un percorso che si conclude con un messaggio di pace e di speranza. Il compito primario dell’arte è illuminare il percorso dell’umanità verso la solidarietà tra i popoli, senza più oppressori né oppressi“. Nonostante la durezza dei temi affrontati, infatti, l’opera teatrale si chiude con un messaggio di gioia: un grande pallone-mappamondo, evocazione della celebre scena de Il grande dittatore di Chaplin, viene lanciato in platea per giocare con il pubblico. Un gesto semplice ma potente che racchiude il messaggio finale: “Il mondo è nostro, è di tutti gli esseri viventi”.

A rendere unico lo spettacolo è la scelta di far recitare gli attori ognuno nella propria lingua, creando una tessitura musicale che supera i confini del linguaggio. Sul palco Michele Celeste porta la forza della lingua siciliana, Marcia Sedoc, attrice e cantante che ha lavorato con Federico Fellini in Ginger e Fred e diventata celebre in tv negli anni ’80 con Renzo Arbore, attinge al creolo Sranan Tongo, e Moustapha Mbengue, attore e percussionista gambiano, restituisce i ritmi e i dialetti dell’Africa.

A queste voci si intrecciano quelle della letteratura e della poesia: dall’Odissea di Omero all’Antigone di Sofocle, dai versi di Khalil Gibran e Ignazio Buttitta alle parole di Pier Paolo Pasolini, fino ai testi dello stesso Celeste. A completare la drammaturgia, i rimandi pittorici del poeta e artista afgano Arian Sadiq, che firma il fondale dello spettacolo. Il numero 877 richiama proprio la storia di Sadiq: è la matricola che gli venne assegnata al suo arrivo nel centro di accoglienza di San Cataldo. Un numero che sostituiva il suo nome e che gli consentiva di usufruire dei servizi, simbolo di identità negate ma anche della condizione di migliaia di migranti.

My Name is… 877!” non è solo un progetto teatrale ma un atto civile, premiato in diverse manifestazioni italiane per il suo valore culturale e sociale. Nel 2019 il videoteatro, nella sua prima versione, è stato presentato al Menotti Art Festival di Spoleto (Palazzo Sansi), dove Michele Celeste ha ricevuto il Premio internazionale “Pace, libertà e diritti umani” indetto da Ass.ne Fajialobi & Divimpex. Nel 2021 il nuovo allestimento è stato premiato con il secondo posto nel concorso nazionale Grand Prix del Teatro, sezione Videoteatro, a San Giovanni Rotondo. Altri riconoscimenti includono il Premio Rai Cinema Channel “Sorriso diverso” – Premio Tulipani di seta nera, consegnato nel 2018 al Teatro Olimpico di Roma, e il Premio Speciale della Giuria alla Rassegna Internazionale di cortometraggi MED-LIMES “Ai confini del Mediterraneo”, sempre nel 2018, per il docufilm A me resta la speranza di Virginia Barrett, con la partecipazione di alcuni attori di OfficinaTeatro.

PROMO