Omicidio Mattarella, arresti domiciliari per l’ex prefetto Piritore: è accusato di depistaggio

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A 45 anni dall’omicidio di Piersanti Mattarella, presidente della Regione Siciliana assassinato da Cosa nostra il 6 gennaio 1980, la procura di Palermo ha disposto gli arresti domiciliari per l’ex prefetto Filippo Piritore, oggi 75enne, con l’accusa di depistaggio. La misura cautelare è stata notificata dalla Direzione investigativa antimafia (DIA) nell’ambito di un’inchiesta riaperta nel 2017, che punta a far luce sulle omissioni e le manipolazioni che avrebbero ostacolato l’identificazione dei killer.

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Omicidio Mattarella, arresti domiciliari per l’ex prefetto Piritore: è accusato di depistaggio
Filippo Piritore

Secondo gli inquirenti, Piritore – all’epoca funzionario della Squadra Mobile di Palermo, sotto la guida di Bruno Contrada – avrebbe fatto sparire un elemento chiave: un guanto in pelle rinvenuto all’interno della Fiat 127 utilizzata dai sicari. Quel reperto, fotografato dagli agenti della Scientifica subito dopo l’agguato, non fu mai repertato né consegnato all’ufficio corpi di reato del Tribunale. Un’assenza che, secondo i magistrati, ha compromesso la possibilità di effettuare analisi genetiche decisive.

Le dichiarazioni rese da Piritore nel corso delle indagini sono state giudicate “del tutto prive di riscontro” e ritenute funzionali a sviare le ricerche. L’ex prefetto è accusato di aver “affermato il falso e taciuto quanto a sua conoscenza” su un elemento che avrebbe potuto contribuire all’individuazione degli esecutori materiali dell’omicidio, rimasti tuttora ignoti. Piritore ha alle spalle una lunga carriera nella polizia di Stato: entrato in servizio alla fine degli anni ’70, ha ricoperto incarichi nelle questure di Palermo, Ragusa, Roma, Macerata, Caltanissetta, L’Aquila e Genova, fino a diventare prefetto di Isernia prima del pensionamento.

L’inchiesta, che coinvolge anche altri nomi noti come Bruno Contrada – già condannato per concorso esterno in associazione mafiosa – riapre interrogativi mai sopiti su uno dei delitti più emblematici della storia repubblicana. Piersanti Mattarella, fratello dell’attuale Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, fu ucciso mentre si recava a messa con la famiglia. Il movente mafioso fu accertato, ma l’identità dei killer è rimasta avvolta nel mistero.

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