Dopo otto anni di udienze e rinvii, si chiude definitivamente il processo a carico diSilvana Saguto, ex presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo. La Corte d’Appello di Caltanissetta, in seguito al rinvio disposto dalla Cassazione, ha rideterminato la pena: 7 anni e 11 mesi di carcere, da scontare presso il penitenziario di Rebibbia. Saguto era al centro di un sistema clientelare nella gestione dei beni confiscati alla mafia. Secondo l’accusa, avrebbe affidato incarichi e nomine ad amministratori giudiziari legati da rapporti personali e familiari, ottenendo vantaggi indebiti. Il cosiddetto “cerchio magico” includeva il marito Lorenzo Caramma, il commercialista Roberto Santangelo, il docente universitario Carmelo Provenzano, e l’amministratore giudiziario Gaetano Cappellano Seminara. La condanna iniziale, pari a 8 anni e 10 mesi, è stata ridotta dopo che la Cassazione ha dichiarato prescritti alcuni reati minori. La Corte ha quindi ricalcolato il totale della pena, confermando comunque la gravità dei fatti contestati.


L'ex giudice Silvana Saguto














