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Qualità della vita 2025: la Sicilia fanalino di coda, otto province su nove nelle ultime posizioni

Per il Sole 24 Ore la provincia di Caltanissetta al 103° posto. Ragusa la migliore in Sicilia, Siracusa penultima a livello nazionale.
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La nuova indagine del Sole 24 Ore sulla qualità della vita, giunta alla sua 36ª edizione, restituisce ancora una volta l’immagine di un’Italia divisa in due. Al Nord, città come Trento, Bolzano e Udine consolidano il primato grazie a servizi efficienti, redditi più alti e un tessuto sociale vivace. Al Sud, e in particolare in Sicilia, la fotografia è ben diversa: otto province su nove si collocano nelle ultime posizioni, confermando un divario che sembra ormai strutturale.

IMG 1795 Qualità della vita 2025: la Sicilia fanalino di coda, otto province su nove nelle ultime posizioni
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Ragusasi conferma la provincia siciliana con il miglior piazzamento, all’82° posto, pur arretrando di una posizione rispetto al 2024. La sua tenuta è legata a un buon livello di sicurezza e a una certa vivacità imprenditoriale. Tuttavia, la spesa familiare in cultura è inferiore alla media nazionale e l’istruzione resta un punto debole: il tasso di diplomati è basso e gli anni medi di studio non raggiungono gli standard italiani. Segue Enna, al 87° posto, che guadagna dieci posizioni. Il balzo è dovuto soprattutto ai miglioramenti in “ambiente e servizi” e in “giustizia e sicurezza”, dove la provincia si colloca nona in Italia. È tra le migliori per pochi reati legati agli stupefacenti e per bassa incidenza di incidenti stradali. Tuttavia, resta tra le ultime in “demografia e società”, con il peggior dato nazionale per iscritti all’Aire: 55 ogni 100 abitanti, segno di un’emigrazione massiccia. Al 91° posto troviamo Messina, stabile rispetto al 2024. La provincia migliora in “giustizia e sicurezza” e in “cultura e tempo libero”, distinguendosi per il basso numero di furti in abitazione e per la presenza di medici di base, tra le più alte d’Italia. Ma perde terreno in “demografia e società”, penalizzata dalla mortalità evitabile e da una speranza di vita inferiore alla media nazionale.Trapani si colloca al 93° posto, perdendo otto posizioni. Migliora in “giustizia e sicurezza”, ma peggiora in “ambiente e servizi”. L’aria è tra le più salubri d’Italia, ma la provincia è ultima per qualità della vita degli anziani e per puntualità nei pagamenti delle fatture (25% contro una media italiana del 41,8%). Al 95° posto c’è Agrigento, che guadagna una posizione. Brilla in “giustizia e sicurezza”, terza in Italia, ed è tra le migliori per incidenti stradali e truffe informatiche. Va invece molto male in “cultura e tempo libero”, con il peggior dato nazionale sulle organizzazioni no profit.Catania scivola al 96° posto, perdendo tredici posizioni. La qualità delle amministrazioni locali è ultima in Italia e la categoria “demografia e società” arretra di 35 posti. Pesano la mortalità per tumori e l’alto numero di persone con solo la licenza elementare. In positivo, la città è quarta per nuove nascite e sesta per indice di dipendenza degli anziani. Ma l’economia resta fragile, con fallimenti societari e occupazione giovanile debole. Al 97° posto troviamo Palermo, che guadagna tre posizioni rispetto al 2024. La città paga un ritardo pesante in “ambiente e servizi”, soprattutto per la raccolta differenziata ferma al 37%, ultimo dato nazionale. Eppure, è 25ª per densità di impianti fotovoltaici e mostra dati positivi in “affari e lavoro”: quarta per cessazioni di imprese e sesta per pensioni di vecchiaia. In “ricchezza e consumi” sorprende l’inflazione contenuta all’1% e l’importo medio delle pensioni tra i più alti del Paese, ma il 44% delle famiglie vive con un Isee sotto i 7mila euro.Caltanissetta si colloca al 103° posto, perdendo cinque posizioni rispetto al 2024. È ultima per qualità della vita dei bambini e penultima per tasso di occupazione, appena al 45,5%. Solo metà della popolazione adulta possiede un diploma e la media degli anni di studio è 10. La qualità della vita delle donne è tra le peggiori e la speranza di vita si riduce a 81,9 anni. In positivo, la provincia è settima per produzione di energia da fonti rinnovabili e mostra un’efficienza sorprendente nella giustizia civile. Chiude la graduatoria siciliana Siracusa, al 106° posto e penultima in Italia. La speranza di vita alla nascita è di 81,5 anni, due in meno della media nazionale, e la mortalità evitabile è tra le più alte. La qualità della vita delle donne è tra le peggiori, ma il turismo cresce e le cessazioni di imprese sono le più basse d’Italia. L’export è quarto a livello nazionale, ma il dato è condizionato dal peso del settore petrolchimico.

Caltanissetta scivola al 103°posto

Caltanissetta si conferma tra le province più penalizzate nella classifica 2025 delSole 24 Ore, scivolando al 103° posto e perdendo cinque posizioni rispetto all’anno precedente. Il peggior piazzamento, come ultimo territorio d’Italia, riguarda la categoria “demografia e società”: solo la metà della popolazione tra i 20 e i 64 anni possiede un diploma, mentre le iscrizioni all’università e alla formazione terziaria sono tra le più basse del Paese. L’indice di natalità è a quota 7 ogni mille abitanti e la speranza di vita alla nascita si attesta a 81,9 anni. La qualità della vita delle donne è tra le peggiori in Italia (105°)

Nella categoria “ambiente e servizi”, la provincia nissena arretra di diciotto posizioni fino al 96° posto. Il dato più allarmante riguarda la qualità della vita dei bambini, dove Caltanissetta è ultima a livello nazionale: mancano spazi sportivi, centri benessere, servizi educativi e ambienti urbani pensati per l’infanzia (104°). Nel settore sanitario, i medici di medicina generale sono pochi (7,3 ogni 10mila abitanti) e l’emigrazione ospedaliera è elevata: molti cittadini si spostano fuori provincia per ricevere cure. In controtendenza, emerge un primato positivo: la provincia è settima per produzione di energia da fonti rinnovabili, con il 98% della produzione lorda proveniente da eolico, fotovoltaico, geotermico e idrico. Il tasso di occupazione resta tra i più bassi del Paese, appena il 45,5%, penultimo dato nazionale. Sul piano economico e lavorativo, la situazione è altrettanto complessa: la partecipazione giovanile al lavoro è bassa, la disoccupazione giovanile elevata e la spesa media mensile delle famiglie molto ridotta, così come il reddito disponibile pro capite. Il 52,2% delle famiglie spende oltre il 30% del reddito per l’affitto, mentre il 5,4% non riesce a coprire le spese alimentari. L’incidenza della povertà assoluta e relativa è tra le più alte d’Italia, con Caltanissetta al 103° posto. Anche l’attrattività demografica è debole, con una quota di immigrati regolari residenti inferiore alla media nazionale.

Sul fronte della giustizia e sicurezza, il territorio nisseno mostra invece dati positivi: con 114 giorni, la durata media dei procedimenti civili è tra le più basse del Paese e il tasso di definizione delle cause è tra i migliori. La criminalità denunciata è sotto la media nazionale, sia per i reati contro la persona che contro il patrimonio. La percezione di insicurezza è in linea con il dato nazionale e la mortalità stradale in ambito extraurbano è contenuta. Restano però criticità: la quota di cause pendenti da oltre tre anni è elevata (13,6%), e si registrano aumenti nelle truffe informatiche e nei danneggiamenti, mentre rapine e reati legati agli stupefacenti restano relativamente contenuti.

Per quanto riguarda la partecipazione elettorale, Caltanissetta si colloca sotto la media nazionale (65° posto; 48% contro il 49,8%). Sul piano culturale, l’offerta e gli ingressi agli spettacoli la posizionano rispettivamente al 100° e al 96° posto. Allarmante il dato dell’indice di lettura, che risulta essere il più basso d’Italia insieme alla provincia del Sud Sardegna e l’indice di sportività che la colloca al 102° posto.

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