Si rinnova anche quest’anno, domenica 25 maggio 2025, una delle feste più antiche e sentite di San Cataldo: la Festa del SS. Crocifisso di Padre Rosario Pirrelli, che si celebra ogni quarta domenica dopo Pasqua dal lontano 1851. Un appuntamento che affonda le sue radici nel cuore contadino della città e che, da oltre 170 anni, unisce fede, folklore e memoria collettiva.

Alla base della festa c’è la figura affascinante e carismatica di Padre Rosario Pirrelli, asceta del Settecento, parroco di Santo Stefano, noto in tutta la Sicilia per le sue predicazioni itineranti e per l’uso del Crocifisso come simbolo spirituale e taumaturgico. Si racconta che durante un periodo di grave siccità e carestia, guidò il popolo sancataldese in preghiera fino alla Chiesa Madre e, dopo un accorato appello al Crocifisso, cadde una pioggia tanto attesa. Un evento che in molti considerarono miracoloso.
Il Crocifisso, oggi custodito nella cappella della chiesa di Santo Stefano accanto alle spoglie di Padre Pirrelli, è al centro del culto popolare. Lo stesso sacerdote, prima della sua morte nel 1861, lasciò in testamento l’impegno a mantenere viva ogni anno la festa in suo onore, affidandone l’organizzazione a una Commissione formata da dodici membri, in ricordo degli apostoli.
Nel tempo, la festa è rimasta fedele alla sua origine agricola. Il grano, il pane e i fiori sono i simboli più rappresentativi dell’evento. La mattina della domenica, le vie di San Cataldo si colorano grazie alla tradizionale processione offertoriale: la Commissione, accompagnata da donne e bambini, porta in dono pani votivi in ceste di vimini finemente decorate, fiori e spighe di grano.
Suggestiva anche la questua del frumento, che ancora oggi si svolge come un tempo: i membri della Commissione, a cavallo e con cavalli bardati a festa, attraversano i quartieri insieme alla banda musicale, raccogliendo offerte e risvegliando con canti e suoni l’intera comunità.
Nel pomeriggio, dopo la solenne messa che verrà trasmessa in diretta da ViU News, il momento più atteso: la lunga processione del Crocifisso. Il simulacro in cartapesta, posto su una pesante vara barocca ottocentesca, viene portato in spalla dai dodici membri della Commissione lungo le vie del centro storico. Il corteo si conclude con la toccante marcia “Ah sì, versate lacrime” e con la tradizionale “maschiàta” di giochi pirotecnici.
Fino a qualche anno fa, non mancavano devoti che giungevano a piedi scalzi alla cappella del Crocifisso, per chiedere grazie e lasciare preghiere.












