Continua a infiammarsi il dibattito sul futuro quarto Policlinico universitario della Sicilia dopo il finanziamento da un milione di euro destinato all’Asp di Enna per il rafforzamento della formazione medica e il potenziamento delle apparecchiature dell’ospedale Umberto I. Un intervento che, secondo diversi esponenti politici del territorio ennese, rappresenterebbe un passo nella direzione dell’assegnazione del nuovo Policlinico alla città. A intervenire è Leonardo Burgio, sindaco di Serradifalco e coordinatore provinciale della Lega, che invita a riportare la discussione all’interno di un quadro programmatorio e istituzionale ben definito.
«La costituzione del quarto Policlinico universitario della Sicilia rappresenta una delle più importanti opportunità di sviluppo sanitario, universitario ed economico per l’intera Sicilia centrale. È una scelta destinata a incidere per decenni sulla qualità dell’assistenza sanitaria, sulla formazione dei giovani, sulla ricerca e sulle prospettive occupazionali del territorio», afferma Burgio.
Pur riconoscendo il diritto di Enna a ricevere investimenti nel settore sanitario, il coordinatore provinciale della Lega solleva dubbi sul collegamento tra lo stanziamento approvato dall’Ars e il progetto del nuovo Policlinico.
«Se uno stanziamento viene collegato espressamente alla progettazione del quarto Policlinico universitario della Sicilia, al di fuori di qualunque atto di programmazione e senza una revisione della rete ospedaliera, è doveroso chiedere quale sia la finalità di una spesa pubblica che sembra dimenticare come una legge regionale del 2023 non assegni il Policlinico a Enna», sostiene.
Burgio richiama quindi la normativa regionale che disciplina il percorso per la nascita della nuova struttura universitaria. L’articolo 41 della legge regionale n. 2 del 2023 prevede infatti l’attivazione delle procedure per la costituzione del quarto Policlinico universitario della Sicilia, demandando all’assessore regionale alla Salute, d’intesa con l’assessore all’Istruzione e alle Università interessate, la predisposizione degli atti necessari.
«La legge non individua preventivamente Enna, Caltanissetta o un’altra città come sede del Policlinico e non attribuisce il progetto a una specifica Università», sottolinea.
Secondo Burgio, la realizzazione di una nuova Azienda ospedaliero-universitaria richiede un percorso amministrativo preciso, fondato sulla presenza di un presidio ospedaliero di secondo livello e su una programmazione sanitaria coerente. Da qui la convinzione che Caltanissetta disponga di requisiti già consolidati.
«Il Sant’Elia è già classificato come DEA di II livello e rappresenta una infrastruttura sanitaria di riferimento per la Sicilia centrale. L’Umberto I di Enna è invece un presidio di livello inferiore», evidenzia.
Il sindaco di Serradifalco richiama inoltre il ruolo del Consorzio Universitario di Caltanissetta e del Cefpas, indicati come punti di forza di una candidatura nissena.
«Caltanissetta è già dotata di un presidio universitario e il Consorzio universitario ha elaborato un articolato Piano Strategico per lo sviluppo del sistema universitario e la costituzione del Policlinico della Sicilia Centrale. Il documento è stato trasmesso al Governo regionale e portato a conoscenza della rappresentanza istituzionale del territorio», spiega.
Burgio afferma di condividere l’impostazione del piano, che punta alla valorizzazione delle strutture già esistenti.
«Non si tratta di una semplice rivendicazione territoriale, ma di una proposta che affronta in maniera integrata le questioni sanitarie, universitarie, infrastrutturali, economiche e istituzionali», sostiene.
Nel progetto indicato dal Consorzio universitario trovano spazio il potenziamento dell’ospedale Sant’Elia, il ruolo del Cefpas come polo avanzato della formazione sanitaria e il consolidamento della presenza universitaria già collegata all’Università di Palermo.
«Oggi Caltanissetta si propone come realtà in possesso delle condizioni più favorevoli grazie agli investimenti già effettuati, alla classificazione del Sant’Elia come DEA di secondo livello, alla presenza del Cefpas e a una sede universitaria già strutturata e funzionante», osserva.
Infine, l’esponente della Lega lancia un appello alla deputazione regionale e nazionale della provincia affinché il tema venga affrontato in maniera unitaria.
«Il quarto Policlinico universitario non deve diventare una battaglia tra partiti. Riguarda il futuro della sanità, dell’università, della ricerca e delle opportunità di sviluppo della nostra provincia e dell’intera Sicilia centrale», conclude.
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