Telecontact di TIM verso la cessione a DNATelecontact di TIM verso la cessione a DNA

Telecontact di TIM verso la cessione a DNA

ASCOLTA

La notifica è arrivata: TIM ha avviato ufficialmente la procedura di cessione del ramo d’azienda Telecontact, società interamente controllata che da 25 anni gestisce il customer care dell’ex monopolista di Stato. La comunicazione, inoltrata alle organizzazioni sindacali, coinvolge oltre 1500 lavoratrici e lavoratori distribuiti tra le sedi di Caltanissetta, Catanzaro, Napoli, Roma, L’Aquila, Milano, Ivrea e Aosta. Secondo quanto previsto dalla procedura ex art. 47, Telecontact — insieme a una parte di Gruppo Distribuzione — confluirà in una nuova società denominata DNA, che continuerà a gestire attività di call center in appalto, anche per la stessa TIM. Un’operazione che, secondo i sindacati, rappresenta “l’ennesima esternalizzazione mascherata”.

IMG 1795 Telecontact di TIM verso la cessione a DNA
PUBBLICITÀ

Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno espresso netta contrarietà al progetto, annunciando l’apertura delle procedure di raffreddamento in vista dello sciopero. “Si tratta di un’operazione che spoglia TIM di un ramo storico e strategico— denunciano le segreterie nazionali —per poi continuare ad affidargli lo stesso lavoro, ma senza tutele né garanzie per i lavoratori”. I sindacati ricordano che analoghe cessioni da parte di Fastweb, Vodafone e Wind hanno avuto esiti giudiziari sfavorevoli e pesanti ricadute occupazionali. “Le esternalizzazioni nel settore si sono rivelate un errore strategico, punite dai Tribunali e dai risultati industriali. È indispensabile ora aprire un confronto serio con le istituzioni e con il Governo, anche alla luce dell’ingresso di Poste Italiane come nuovo azionista di riferimento di TIM”.

A Caltanissetta a rischio oltre 250 posti di lavoro

Una situazione che coinvolge anche il capoluogo nisseno, dove Telecontact rappresenta uno dei pochi presidi occupazionali stabili rimasti. Il Partito Democratico di Caltanissetta, per voce di Ester Vitale, ha espresso “netta e indignata contrarietà” alla cessione, definendola “un errore strategico gravissimo” che mette a rischio centinaia di posti di lavoro e impoverisce ulteriormente il tessuto economico locale. “Telecontact non è solo un call center: è un presidio di professionalità, tecnologia e lavoro stabile. In una città già agli ultimi posti per tasso di occupazione, non si può restare a guardare mentre si smantellano le poche realtà produttive rimaste”. Il PD chiede l’apertura urgente di un tavolo di crisi con Governo, Regione, TIM e sindacati, e denuncia il silenzio assordante delle istituzioni locali e regionali: “Non basta esprimere preoccupazione, servono atti concreti”.

Anche il Movimento 5 Stelle di Caltanissetta, con la referente territoriale Lisa Faraci, ha condannato l’operazione: “Ancora una volta le logiche di bilancio prevalgono sui diritti dei lavoratori. Ancora una volta ci troviamo davanti a tagli, licenziamenti, famiglie lasciate improvvisamente in uno stato di precarietà, in un territorio già economicamente in difficoltà”. Faraci ha annunciato che la deputazione del M5S si è già attivata per sollecitare un intervento deciso presso il Ministero dello Sviluppo Economico, “la giusta sede per attivare la vertenza a garanzia dei lavoratori e delle loro famiglie”.

Armando Turturici, consigliere comunale di “Futura – costruiamo insieme la Città”, ha espresso forte preoccupazione: “Si tratta di un’operazione che può indebolire un presidio produttivo fondamentale per la nostra città”, afferma, chiedendo al Sindaco di attivarsi immediatamente per: Sollecitare la Regione Siciliana a inserire la vertenza Telecontact nel monitoraggio regionale delle crisi industriali; Inviare una richiesta ufficiale ai Ministri Calderone e Urso per l’apertura di un tavolo nazionale di crisi; Coinvolgere il Prefetto di Caltanissetta per promuovere un incontro urgente con tutte le parti interessate.

“Il monitoraggio regionale è uno strumento essenziale per dare visibilità istituzionale alla crisi e per attivare misure concrete di sostegno e salvaguardia”, scrive in una nota Turturici, invitando tutte le forze politiche, sindacali e sociali delle città coinvolte a unire gli sforzi per garantire la massima attenzione sulla vertenza Telecontact.

Dal mondo sindacale locale l’UGL Telecomunicazioni interviene con fermezza sulla vicenda, ribadendo la propria contrarietà al progetto di cessione. “Siamo impegnati in prima linea a tutelare il futuro dei lavoratori e delle lavoratrici di Telecontact Center, società partecipata al 100% dal gruppo TIM”, dichiarano Salvatore Piccadaci, segretario provinciale, e Barbara Tornatore, coordinatrice TCC Caltanissetta. “Questa operazione rischia di depauperare un know-how costruito in oltre vent’anni, mortificando la storia professionale e il contributo importante che questi lavoratori hanno dato a TIM. In particolare, la sede di Caltanissetta ha sempre rappresentato il fiore all’occhiello del servizio clienti, con livelli di istruzione elevati e una dedizione riconosciuta a livello nazionale”. L’UGL sottolinea come la crisi del settore delle telecomunicazioni, aggravata da gare al massimo ribasso, cessione di volumi all’estero e impatti dell’intelligenza artificiale, richieda una risposta strutturale. “Non esiteremo a fare tutto il possibile per garantire un futuro professionale ai lavoratori e alle lavoratrici che rappresentano una risorsa economica fondamentale per Caltanissetta e la sua provincia”.

Infine, anche l’Amministrazione comunale di Caltanissetta, guidata dal sindaco Walter Tesauro, ha espresso “vicinanza e preoccupazione per una vicenda che rischia di avere importanti ripercussioni sul tessuto economico e sociale della città, già messo a dura prova negli ultimi anni”. Il sindaco ha dichiarato: “Faremo in modo di avere piena contezza della situazione, che rischia di mettere a repentaglio il lavoro e di generare incertezza tra tanti giovani e meno giovani che da anni operano con professionalità all’interno di questa importante realtà legata a Telecom. È nostro dovere comprendere fino in fondo cosa stia accadendo e garantire la massima attenzione istituzionale alla tutela dei lavoratori e delle loro famiglie”.

errore:Contenuto protetto - © ViU News