Si è conclusa con l’approvazione unanime dei consiglieri la seduta straordinaria del Consiglio comunale di Caltanissetta dedicata alla vertenza Telecontact, la società controllata da TIM al centro di un processo di cessione al nuovo soggetto DNA S.r.l. L’operazione coinvolge 1.599 lavoratori in tutta Italia, di cui 336 nella sede nissena, e ha suscitato forti timori per le ricadute occupazionali e sociali.
La mozione, approvata all’unanimità da tutte le forze politiche, impegna il sindaco Walter Tesauro e la sua giunta ad attivarsi su più fronti. In primo luogo, viene richiesta l’apertura di un tavolo istituzionale urgente presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il coinvolgimento della Regione Siciliana, del Prefetto di Caltanissetta, della deputazione locale e delle rappresentanze sindacali, per discutere le conseguenze della cessione. Il Comune solleciterà inoltre il Gruppo TIM affinché garantisca la piena tutela occupazionale, contrattuale e professionale dei dipendenti coinvolti. Un altro punto fondamentale della mozione è l’invito a coinvolgere i comuni delle altre città interessate — tra cui Catanzaro, Napoli, Roma, L’Aquila, Milano, Ivrea e Aosta — per costruire una posizione unitaria a difesa della filiera dei servizi di customer care. La Regione Siciliana viene chiamata a inserire la vertenza Telecontact nel monitoraggio delle crisi industriali, riconoscendola formalmente come tale e aprendo un tavolo regionale di confronto. La mozione richiama anche i rischi legati alle esternalizzazioni nel settore delle telecomunicazioni, che in passato si sono rivelate fallimentari sia sul piano industriale che su quello della tutela dei lavoratori.
Durante il dibattito sono intervenuti numerosi consiglieri — tra cui Turturici, Mazza, Gambino, Petitto, Cancelleri, Mosca, Palermo, Lomagno, Genovese, Dierna e Vagginelli — sottolineando come la perdita di Telecontact rappresenterebbe un colpo durissimo per il tessuto socioeconomico locale, già segnato da una crisi occupazionale profonda. È stato ribadito che questa vertenza deve unire la politica al di là delle appartenenze, perché in gioco c’è la dignità di centinaia di famiglie.
“La soluzione di questa situazione non passa da questo Comune” —ha dichiarato durante il suo intervento l’assessore allo Sviluppo Economico e Attività Produttive Guido Delpopolo— “ma questa Amministrazione è pronta a scendere in piazza a Palermo e Roma, perché abbiamo un onere importante: accompagnare i lavoratori di questo territorio nella richiesta della certezza del proprio futuro”.
A chiudere la seduta è stato il sindaco Walter Tesauro, che ha annunciato l’intenzione di contattare i sindaci delle altre città coinvolte e di incontrare il presidente dell’ANCI, Gaetano Manfredi.“Il problema non riguarda solo il nostro territorio, ma 1.500 famiglie complessive, a prescindere dalla sede di lavoro, che potrebbero essere spostate molto lontano dai propri cari” —ha spiegato il primo cittadino, richiamando i valori della Costituzione— “Non ci basterà sapere che fra quattro anni avranno ancora un lavoro, perché non è giusto lasciare il territorio dove si sono poste le basi della propria vita, dopo anni e anni di fatica. Per il ruolo che abbiamo come rappresentanti dei cittadini” —ha concluso Tesauro— “siamo chiamati a fare il massimo per tutelare i lavoratori”.

























