Una complessa indagine coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica ha portato al sequestro preventivo d’urgenza nei confronti di un giovane studente siciliano, accusato di truffa aggravata e autoriciclaggio. L’indagato avrebbe falsificato documentazione relativa a viaggi aerei sul territorio nazionale per ottenere rimborsi pubblici destinati ai residenti in Sicilia.
Secondo le indagini, il giovane avrebbe presentato, tramite la piattaforma SICILIAPEI – Bando Caro Voli, richieste di rimborso per un totale di quasi 180.000 euro, riuscendo a incassare più di 86.000 euro prima che la Regione Sicilia sospendesse le elargizioni e segnalasse la vicenda all’Autorità Giudiziaria.
Gli inquirenti hanno accertato che l’indagato avrebbe messo in atto una sofisticata strategia di falsificazione, sfruttando il sistema di pagamenti collettivi e la vasta platea di beneficiari per non destare sospetti. Utilizzando software di grafica e scrittura, avrebbe riprodotto carte di imbarco contraffatte, replicando accuratamente dettagli e QR Code, così da superare i controlli amministrativi.
Durante le verifiche, la Guardia di Finanza ha riscontrato discrepanze tra la documentazione presentata e gli originali, dimostrando che, per il solo mese di ottobre 2024, lo studente aveva richiesto e ottenuto rimborsi per 892 pratiche, pari a 66.900 euro. I dati indicano che avrebbe dichiarato voli effettuati nello stesso giorno su più tratte contemporaneamente, una circostanza fisicamente impossibile. Inoltre, le carte di imbarco risultavano graficamente alterate. Al termine dell’analisi, solo tre richieste di rimborso sono state ritenute legittime.
Le indagini hanno anche ricostruito il flusso finanziario legato alla presunta truffa: le somme illecitamente ottenute sarebbero state reinvestite in titoli di Stato e fondi assicurativi, poi smobilizzati per generare ulteriori profitti. Data la complessità del sistema di riciclaggio, la Procura ha disposto il sequestro dei conti correnti e del conto titoli dell’indagato, per un ammontare di 86.340,96 euro, pari al profitto illecito accertato.