Antonio Mazzeo rientra in Italia dopo il sequestro israeliano della Freedom Flotilla

Antonio Mazzeo Antonio Mazzeo
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È atterrato questa mattina all’aeroporto di Fiumicino il giornalista e attivista messinese Antonio Mazzeo, tra i membri della nave Handala della Freedom Flotilla Coalition, sequestrata sabato notte dalla Marina israeliana mentre era diretta verso Gaza con aiuti umanitari.

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La Handala, imbarcazione battente bandiera britannica, trasportava beni di prima necessità destinati alla popolazione palestinese: latte in polvere, medicinali, pannolini e alimenti. A bordo vi erano 21 attivisti provenienti da 12 Paesi, tra cui Mazzeo e lo skipper barese Tony La Piccirella. L’azione militare israeliana è avvenuta in acque internazionali, a circa 40 miglia dalla costa di Gaza, sollevando accuse di violazione del diritto marittimo internazionale.

Mazzeo ha scelto di accettare la cosiddetta “deportazione volontaria” e rientrare in Italia, dove è stato accolto da rappresentanti di associazioni pacifiste come AssopacePalestina, Arci e Un Ponte Per. In un video registrato prima dell’arresto, aveva lanciato un appello al governo italiano affinché intervenisse per il rilascio degli attivisti: “Siamo stati rapiti dalle forze di occupazione israeliane. Fate pressione sul governo per il nostro rilascio”. Il fermo ha suscitato una forte reazione nel paese in particolare in Sicilia: nelle scorse ore il sindaco di Messina, Federico Basile, aveva convocato la giunta, sollecitando l’attivazione di ogni canale di diplomazia internazionale da parte del governo italiano.

La Handala è la terza nave della Freedom Flotilla intercettata nel 2025. Le precedenti missioni, tra cui quella con Greta Thunberg a bordo, hanno subito simili attacchi. Gli organizzatori ribadiscono che continueranno a navigare finché Gaza non sarà libera.

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