Bocciatura della nuova rete ospedaliera siciliana: per il PD nisseno “minimizzazione inaccettabile”

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llMinisterodellaSaluteha bocciato il decreto che ridisegna la Rete Ospedaliera della Sicilia. Lo rende noto La Repubblica. Il provvedimento sarebbe caratterizzato da“numerosi disallineamenti e incongruenze”, tali da non consentire di“procedere a una corretta e compiuta istruttoria per la valutazione”.

L’assessoreDanielaFaraoniridimensiona e dichiara che“si tratta di tecnicismi, nessuna bocciatura all’orizzonte”.

IMG 1795 Bocciatura della nuova rete ospedaliera siciliana: per il PD nisseno "minimizzazione inaccettabile"
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Durissima la reazione della politica dal fronte PD. Il segretario sicilianoAnthony Barbagallo, commenta che“la Sicilia non ha più santi in Paradiso. E nemmeno a Roma. Il governo Schifani riceve infatti un altro diniego a pochi giorni da quello con cui il Consiglio dei ministri ha stoppato la legge regionale per i ristori alle imprese danneggiate dal ciclone Harry.– e aggiunge –Lo avevamo detto sin dall’inizio e in tutti i modi che questa rete ospedaliera non andava bene.”

Una“minimizzazione inaccettabile”la considera, invece, ilcircolonissenodel Partito Democratico.

Secondo la segreteria del circolo, il presidenteSchifanistarebbe riducendo l’accaduto ad un banale passaggio burocratico, come se in questi mesi non fosse accaduto nulla nel suo governo e, in particolare, nella sanità siciliana. Eppure, le vicende che hanno riguardatoIacolino, uomo di fiducia del governatore, per anni assessore ombra, ispiratore e responsabile della politica sanitaria del centrodestra, raccontano, per il PD, il contrario.

“La verità è che la sanità siciliana è diventata il luogo in cui la politica, prima ancora di occuparsi dei bisogni della cittadinanza, si concentra nel riequilibrare i rapporti di forza tra i partiti della maggioranza.– dichiaranoLilly Corda, responsabile sanità del PD nisseno e la segretaria cittadina,Greta Tassone–I bisogni della popolazione, l’offerta sanitaria, le liste d’attesa e il diritto alle cure sembrano passare sempre in secondo piano, dopo le faide interne e la spartizione del potere.”

In Sicilia manca una vera programmazione sanitaria e i numeri, in effetti, parlano chiaro: in Sicilia sono state programmate154 Case di comunità, ma soltanto 12, pari al7,8%,risultano avere almeno un servizio dichiarato attivo: mancano i medici e l’attivazione delle procedure che trasformino le Case di comunità, dalla semplice funzione di poliambulatorio, a momento di accoglienza e presa in carico dei cittadini per indirizzarli a seconda dei loro bisogni specifici. La media nazionale, al 31 dicembre 2025, è del45,5%.

Il diritto alla salute è il più importante dei diritti e oggi viene sistematicamente negato ai cittadini e alle cittadine siciliane, per questo motivo, il Partito Democratico intende posizionarsi in prima linea per questa battaglia che riguarda la vita delle persone.

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