Da settimane il cancello chiuso del Parco Dubini nel capoluogo nisseno alimenta domande e aspettative tra i cittadini. Ora il Comune prova a fare un passo avanti: il sindaco Walter Tesauro ha sollecitato l’Asp a un incontro operativo per definire il destino dell’area e valutarne la riapertura. L’amministrazione comunale ha avviato questo percorso di dialogo istituzionale già da un mese, inviando una prima nota ufficiale il 12 febbraio e un successivo sollecito il 2 marzo. In entrambe le comunicazioni veniva richiesta la convocazione di un tavolo tecnico con la partecipazione degli attori competenti: Vigili del Fuoco, Corpo Forestale, associazione MOVI e altri soggetti coinvolti nella gestione e nella sicurezza dell’area.
Il Parco Dubini, da quando era stato aperto al pubblico, era stato percepito dai nisseni come uno spazio di grande valore ambientale e sociale, un polmone verde capace di offrire respiro e socialità in una zona della città che ne ha particolare bisogno. La sua chiusura, avvenuta senza una prospettiva chiara sui tempi di riapertura, ha generato preoccupazione e richieste di chiarimento.
“L’Amministrazione comunale – ha dichiarato il sindaco Tesauro – nell’interesse di tutti i cittadini si è fatta promotrice di questo incontro, che si auspica avvenga nel più breve tempo possibile, proprio per verificare le motivazioni che hanno portato all’attuale chiusura e raccogliere la disponibilità delle associazioni, che già verbalmente si sono esposte, per agevolare la fruibilità del parco”. Il primo cittadino ha inoltre sottolineato come il confronto con l’Asp sia indispensabile per comprendere se l’azienda sanitaria abbia una visione nel breve e medio termine per restituire alla città un’area verde molto apprezzata e utilizzata dalla collettività.
Nel frattempo, la mobilitazione dei cittadini non si ferma: la petizione promossa dal Comitato per la difesa del Parco Dubini ha superato quota mille firme, segno di un coinvolgimento crescente e di una comunità determinata a non rinunciare a uno dei suoi spazi verdi più preziosi.