5 3 Caos anestesisti all'ospedale Sant’Elia di Caltanissetta: stop alle operazioni programmate 5 3 Caos anestesisti all'ospedale Sant’Elia di Caltanissetta: stop alle operazioni programmate
Ospedale Sant'Elia Caltanissetta - © ViU News

Caos anestesisti all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta: stop alle operazioni programmate

Garantite solo le urgenze.
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Caltanissetta – ​Proprio nei giorni in cui si rincorrono annunci e dibattiti sull’ambizioso progetto del Policlinico, l’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta deve fare i conti con una realtà di ben diverso segno: lo stop all’attività chirurgica programmata. Una doccia fredda che stride fortemente con i piani di rilancio della struttura sanitaria e che svela una carenza di organico ormai insostenibile.

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​A certificare il blocco delle operazioni in elezione è una nota ufficiale firmata dal primario del servizio di Anestesia e Rianimazione, il dottor Giancarlo Foresta. Un documento formale che mette nero su bianco l’impossibilità di garantire i normali turni di sala operatoria. Tra le carte della dotazione organica dell’ospedale figurerebbero infatti 34 medici anestesisti; la realtà operativa racconta invece un’altra storia, con soli 23 specialisti in servizio. Di questi, peraltro, 5 vengono distaccati a rotazione al presidio di Niscemi (uno al giorno a settimana), assottigliando ulteriormente le forze a disposizione del Sant’Elia. Per la settimana in corso restano così coperte soltanto le sedute operatorie programmate da 12 ore dal lunedì al venerdì, prima dello stop definitivo previsto per l’attività ordinaria.
​Nella sua comunicazione, il primario Foresta spiega chiaramente le ragioni del provvedimento: «Si comunica che, persistendo la necessità di inviare anestesisti specialisti presso il presidio di Niscemi, a causa di una ulteriore riduzione del numero degli anestesisti (gravidanze, aspettative) e dovendo concedere il recupero delle ore in più prestate durante il periodo estivo allo scopo di mantenere i servizi e garantire minimi periodi ferie al personale medico, per il mese di novembre si potranno garantire esclusivamente, oltre alla guardia di rianimazione quelle delle urgenze emergenze, ma non sarà possibile l’assegnazione di attività chirurgiche in elezione».


​L’attività dell’ospedale viene dunque ridotta all’essenziale: l’assistenza nei reparti critici e le sole operazioni indifferibili di emergenza-urgenza saranno regolarmente assicurate, ma l’attività programmata subisce un blocco totale. Resta l’incognita sui tempi di risoluzione della crisi. Come precisa la nota del primario, «si resta in attesa della immissione di nuovo personale dipendente, per il quale sarà comunque necessario un periodo congruo di valutazione professionale, e/o dell’autorizzazione adequately deliberata allo svolgimento di prestazioni aggiuntive ovvero dell’acquisizione di personale anestesista con contratto convenzionato o libero professionale».


​Cosa sia cambiato nello spazio di una sola settimana nel bilanciamento dei turni e delle presenze resta un interrogativo aperto. Un chiarimento è stato cercato direttamente con la direzione sanitaria e con il direttore Luciano Fiorella, dal quale tuttavia, al momento, non è giunta alcuna risposta o replica ufficiale.
​Nel frattempo, la misura colma un vaso già colmo da tempo. Nei reparti il clima è infuocato: diversi primari delle divisioni chirurgiche sono sul piede di guerra di fronte all’ennesima paralisi dei propri programmi di intervento. Tra i corridoi si respira un forte malumore e c’è già chi stanco dell’incertezza operativa valuta di fare le valigie verso altre strutture, riproponendo un copione di fuga di professionalità già visto in passato.


​Il paradosso del Sant’Elia sta tutto qui: la distanza abissale tra la sanità del futuro sognata con le grandi opere e una quotidianità ospedaliera che soffoca nella carenza di personale, dove anche garantire un normale turno di sala operatoria diventa una corsa a ostacoli.

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