Quarto Policlinico, il PD Caltanissetta: “Difendere il Sant’Elia e puntare sulla cooperazione con Enna e Agrigento”

Tassone e Vagginelli criticano il governo regionale e lanciano un appello a una strategia condivisa per il Policlinico.
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Ospedale Sant'Elia Caltanissetta - © ViU News
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Difendere e potenziare l’ospedale Sant’Elia, rafforzare l’offerta universitaria e affrontare il tema del Policlinico con una visione condivisa della Sicilia centrale, evitando contrapposizioni tra territori. È la linea indicata dal Partito Democratico di Caltanissetta che, al termine di una riunione del direttivo cittadino, ha diffuso un documento con cui prende posizione sulla riorganizzazione della sanità nell’entroterra dell’Isola e sul dibattito apertosi nelle ultime settimane attorno all’ipotesi di una sede universitaria ospedaliera.

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I dem ribadiscono innanzitutto la necessità di salvaguardare il ruolo dell’ospedale Sant’Elia, ritenendo imprescindibile il mantenimento della qualifica di DEA di II livello.

“L’Ospedale Sant’Elia va potenziato e va scongiurata ogni ipotesi di declassamento della sua qualifica di DEA di II livello”, affermano i democratici, sottolineando come una struttura di questo livello rappresenti un presidio fondamentale per garantire prestazioni di elevata complessità e una risposta efficace alle emergenze. Secondo i democratici, il ruolo del Sant’Elia va ben oltre i confini della provincia nissena. Per posizione geografica e collocazione nella rete ospedaliera regionale, il presidio sarebbe infatti un punto di riferimento anche per le popolazioni delle province di Enna e Agrigento.

“La difesa del DEA di II livello di Caltanissetta non risponde soltanto agli interessi della comunità nissena. Per la sua posizione geografica e per il ruolo che può svolgere nella rete dell’assistenza sanitaria, un presidio adeguatamente potenziato rappresenta una risorsa strategica anche per le cittadine e i cittadini delle province di Enna e Agrigento”, si legge nella nota. Nel documento non mancano le critiche al governo regionale e alle forze politiche che amministrano la Sicilia. Per il Pd, le difficoltà che oggi attraversa il Sant’Elia sarebbero il risultato di anni di scelte sbagliate e di investimenti insufficienti.

“Il centrodestra, che governa da nove anni la Sicilia, con le sue scelte ha inciso in maniera decisiva sul progressivo indebolimento del nostro ospedale: di questo fallimento dovranno rispondere davanti ai cittadini e alle cittadine”, dichiara la segretaria cittadina del Partito Democratico, Greta Tassone. I democratici tornano così a elencare una serie di problematiche che, a loro giudizio, continuano a penalizzare il presidio ospedaliero nisseno. Tra queste figurano la carenza di personale sanitario in reparti considerati strategici, come pneumologia, malattie infettive e medicina generale, la riduzione del numero degli interventi chirurgici, le liste d’attesa, il trasferimento di medici verso altre strutture e le carenze strumentali presenti in diversi reparti.

“Oggi il Sant’Elia è in sofferenza di personale, di strumentazione e di reparti strategici per il suo funzionamento. È una condizione che abbiamo ripetutamente denunciato”, sostiene il partito, ricordando anche le segnalazioni formulate nelle scorse settimane durante la Conferenza provinciale dei sindaci attraverso un intervento del consigliere comunale Carlo Vagginelli. Secondo il Pd, alle sollecitazioni provenienti dal territorio non sarebbero seguite risposte concrete da parte della Regione. “Di fronte alle nostre denunce, la risposta del centrodestra è stata assolutamente inadeguata: nella variazione di bilancio predisposta dal governo Schifani e votata dall’Assemblea regionale, infatti, non si trova nulla per il potenziamento del nostro ospedale”, evidenziano i democratici.

Per questo il partito chiede un cambio di passo immediato. Una delle prime proposte riguarda la convocazione di una seduta della Conferenza dei sindaci interamente dedicata all’ospedale Sant’Elia e alla sua prospettiva futura.“Un primo passo potrebbe essere rappresentato dalla convocazione di una seduta della Conferenza dei sindaci, che dovrebbe riunirsi alla presenza della deputazione del territorio, per discutere esclusivamente dell’Ospedale Sant’Elia”, scrive il Pd, aggiungendo che il ruolo del presidio ospedaliero interessa l’intera Sicilia centrale e non soltanto il capoluogo nisseno.

Contestualmente viene chiesto al direttore generale dell’Asp di Caltanissetta, Salvatore Ficarra, di assumere una posizione pubblica in difesa del Sant’Elia. “Riteniamo necessario che il direttore generale dell’Asp esprima pubblicamente una posizione chiara a tutela del presidio ospedaliero nisseno e chieda un incontro all’assessore alla Salute della Regione Siciliana per affrontare la questione e ottenere garanzie concrete sul futuro della struttura”, sottolinea il documento. Accanto alla questione ospedaliera, il Pd dedica ampio spazio anche al tema universitario, considerato strettamente collegato al progetto Policlinico. I democratici accusano il governo regionale di avere rallentato per anni l’attività del Consorzio universitario nisseno, non provvedendo al rinnovo tempestivo della governance. “Se il Consorzio universitario è stato posto nell’impossibilità di operare per più di due anni, è stato perché il Governo regionale non ha provveduto tempestivamente a rinnovarne la governance”, affermano.

Viene inoltre richiamata la mancata clinicizzazione dei reparti dell’ospedale Sant’Elia, nonostante il protocollo d’intesa sottoscritto il 19 marzo 2024 tra Regione Siciliana e Università degli Studi di Palermo. Per il Pd, proprio la presenza di un corso di laurea in Medicina attivo da oltre venticinque anni e di una struttura ospedaliera dotata dei requisiti necessari rappresentano elementi che legittimano la candidatura di Caltanissetta quale sede di Policlinico. “Occorre una svolta, partendo dalla valorizzazione delle nostre risorse: un corso di laurea di medicina attivo da oltre 25 anni e un ospedale con la qualifica necessaria per essere qualificato come Policlinico”, sostengono Tassone e Vagginelli.

Pur rivendicando le ragioni del territorio nisseno, il documento prova però a smorzare il clima di contrapposizione che si è creato nelle ultime settimane con Enna. “Non possiamo permettere che la discussione sul Policlinico si trasformi in un derby tra Caltanissetta ed Enna, alimentando contrapposizioni che non fanno bene a nessuno”, afferma il Pd. Una presa di posizione che rappresenta uno dei passaggi centrali della riflessione politica dei democratici. Per il partito, infatti, il rilancio della Sicilia centrale non passa dalla competizione tra le aree interne ma da un percorso condiviso di sviluppo. In quest’ottica viene accolta favorevolmente la proposta avanzata dall’associazione “Tina Anselmi – Noi per la salute”, che suggerisce di mutuare il modello delle aree vaste già sperimentato in Toscana e fondato sulla collaborazione tra più province. Un’impostazione che, secondo il Pd, potrebbe essere replicata coinvolgendo Caltanissetta, Agrigento ed Enna nella programmazione sanitaria e universitaria. “Questa prospettiva consentirebbe di coordinare ed integrare l’offerta sanitaria, aprendo la strada a forme di cooperazione sempre più rilevanti”, osservano i democratici.

Infine il partito guarda alla seduta del Consiglio comunale convocata per il 5 novembre, auspicando l’approvazione di un atto di indirizzo condiviso che impegni l’amministrazione su tre punti: la difesa del DEA di II livello del Sant’Elia e il suo potenziamento, la valorizzazione dell’offerta universitaria con la candidatura di Caltanissetta a sede di Policlinico e l’avvio di un confronto strutturato con Enna e Agrigento per costruire forme di integrazione sanitaria e accademica.

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