Caporalato, Damante (M5S): “Silenzio della ministra Calderone sul bracciante morto a Pachino”

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Ketty Damante
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Ketty Damante interviene sul tema del caporalato e sulla morte del bracciante nelle serre di Pachino, criticando il mancato riferimento al caso da parte della ministra del Lavoro, Maria Elvira Calderone, durante la recente audizione alla Camera dei Deputati dedicata alle questioni occupazionali.

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Secondo Damante, l’assenza di un intervento sul decesso del lavoratore rappresenta un segnale di scarsa attenzione nei confronti del fenomeno dello sfruttamento in agricoltura. La parlamentare punta inoltre il dito contro i ritardi nell’utilizzo delle risorse del PNRR destinate al superamento dei ghetti dei lavoratori agricoli, sostenendo che finora ne sia stata impiegata soltanto una parte limitata. A suo giudizio, questo dimostrerebbe l’incapacità del Governo di tradurre i fondi disponibili in interventi concreti.

Nel suo intervento, la senatrice evidenzia anche le difficoltà economiche che gravano sui produttori agricoli, alle prese con costi sempre più elevati, e denuncia le condizioni in cui, a suo dire, continuano a operare molti lavoratori nei campi.

Di seguito la dichiarazione integrale della senatrice Ketty Damante:

“Non una parola sulla morte del bracciante nelle serre di Pachino, da parte della Ministra Calderone, audita in commissione alla Camera dei Deputati, come se il fenomeno del caporalato non esistesse. La prova più evidente della cecità politica sul fenomeno da parte delle destre al governo, è rappresentata dai fondi del Pnrr destinati al superamento dei ghetti dei lavoratori agricoli: ne è stato speso appena il 10%, un dato che certifica l’incapacità dell’esecutivo di trasformare le risorse disponibili in interventi concreti. Nel frattempo i produttori agricoli continuano ad essere stritolati da costi enormi per stare sul mercato e i lavoratori nei campi continuano a vivere condizioni disumane.La verità è che i partiti che sostengono la maggioranza, a livello regionale e nazionale, sono quelli che in Europa hanno approvato pacchetti di libero scambio che hanno agevolato il caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura.”

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