Un’ultima passeggiata lungo la Via Sacra. Un’ultima attesa nel buio, prima che il cielo inizi a schiarirsi. Un ultimo incontro con gli Dei, prima che le loro figure bianche tornino a confondersi con la pietra e il silenzio della Valle.
È così che si è chiuso “Il Risveglio degli Dei”, lo spettacolo firmato da Savatteri Produzioni e dal Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, che anche quest’anno ha portato il pubblico a vivere il sito patrimonio dell’UNESCO nelle ore che precedono il sorgere del sole.
Ma quella appena trascorsa non è stata soltanto l’ultima replica di una stagione. È stata la conclusione di un percorso iniziato dieci anni fa, quando il progetto ha mosso i primi passi nel capoluogo agrigentino e gli Dei hanno cominciato, alba dopo alba, a prendere vita tra le colonne.
A tracciare il bilancio di questo decennale è Marco Savatteri, autore, compositore e regista dello spettacolo. “È stato un successo decretato dal pubblico, che è venuto numerosissimo: tutto sold out. Sia la compagnia teatrale Savatteri Produzioni che il Parco della Valle dei Templi sono entusiasti e grati”. Un risultato che arriva al termine di un percorso che, negli anni, ha modificato e ampliato il progetto senza allontanarlo dalla sua idea originaria: portare il mito dentro la Valle e affidarlo a corpi, voci e musica. “Il progetto si è evoluto nel tempo, raccontando una storia sempre più precisa rispetto a ciò che il mito può dire oggi ai contemporanei. Il mito ha questa capacità: non ha tempo e le esigenze, le urgenze e i moniti che può dare sono ancora quelli di una volta. Anzi, forse l’essere umano è peggiorato ancora un pochino”, spiega Savatteri ai microfoni di ViU News.
Un’evoluzione che quest’anno ha avuto anche un respiro internazionale, grazie al ritorno della collaborazione con la Montclair State University degli Stati Uniti attraverso il progetto InSerra Chair. Cinque giovani performer americani hanno condiviso la scena con gli artisti italiani, portando nella produzione un ulteriore confronto tra esperienze e percorsi diversi. “È innanzitutto un gemellaggio culturale che permette di confrontare due culture diverse, innamorate entrambe del teatro e del teatro musicale. E poi c’è la possibilità di far conoscere sempre di più il nostro patrimonio culturale immenso oltre oceano. Questi giovani portano arte e bellezza con la loro arte americana”, racconta il regista.
Ma il mito, prima ancora di essere raccontato, deve trovare un volto. E alla Valle dei Templi sono gli interpreti a dare corpo a quei personaggi che, per una mattina, sembrano uscire dalle pagine della storia per camminare tra le colonne.
Aurora Catalano, che nello spettacolo interpreta Cassandra, è uno dei volti attraverso cui il pubblico viene condotto dentro questo viaggio. Il suo personaggio non si limita ad assistere al racconto, ma diventa una sorta di filo conduttore per lo spettatore, chiamato a scoprire insieme a lei cosa gli Dei vogliano ancora risvegliare nell’uomo. “Il personaggio che ho interpretato mette lo spettatore nella condizione di capire esattamente dove Hermes la vuole portare e cosa gli Dei vogliono risvegliare negli uomini“, racconta l’attrice. Ed è proprio attraverso Cassandra che il mito torna a confrontarsi con il presente. Guerra, amore, perdita e il progressivo allontanamento dell’uomo dalla terra e dagli altri diventano temi che appartengono a un racconto antico, ma che continuano a interrogare il nostro tempo. “È un richiamo ad aprire di nuovo gli occhi e riavvicinarsi gli uni agli altri“, sottolinea Catalano.
Accanto a Cassandra c’è Davide Incandela, nei panni di Hermes, il messaggero degli Dei. Un personaggio che ha il compito di accompagnarla nel viaggio attraverso il mito e che, nel farlo, finisce a sua volta per riscoprirne il significato. “È un mito che Hermes conosce molto bene, ma all’interno dello spettacolo anche lui ha l’occasione di riscoprirlo, perché è eterno e perenne“, spiega Incandela.
Per arrivare pronti a quel momento, il cast ha dovuto fare i conti con un orario tutt’altro che abituale. Le prove notturne, organizzate nelle settimane precedenti al debutto, hanno portato gli interpreti a invertire completamente il proprio ritmo biologico. “Abbiamo provato di notte per quasi due settimane prima del debutto. Abbiamo invertito l’orologio: è stato faticoso, ma noi ci teniamo a questo spettacolo e questo sforzo va più che bene“, racconta l’attore. Per Incandela, infatti, la fatica passa in secondo piano davanti al luogo in cui tutto questo accade: “Lavorare ai piedi del Tempio della Concordia e rendere omaggio, attraverso il mito, a questo tempio così bello e unico al mondo è un privilegio assoluto. È una cosa unica“.
Un’emozione che attraversa anche chi, per arrivare alla Valle dei Templi, ha percorso migliaia di chilometri. Tra gli interpreti di questa edizione c’è infatti Lorenzo Hilliard, studente della Montclair State University, arrivato da oltreoceano per prendere parte al progetto. “È stata un’esperienza davvero incredibile e diversa da qualsiasi lavoro svolto in passato, soprattutto per gli orari, ma ho adorato adattarmi a questo stile di vita, allo spettacolo e contribuire alla sua realizzazione”.
Dalle voci dei protagonisti si passa così a tutto ciò che rende possibile il racconto. Perché prima che gli Dei prendano forma davanti agli occhi del pubblico, c’è un lavoro che comincia molto prima dell’alba e che coinvolge ogni elemento dello spettacolo. Un lavoro collettivo, fatto di prove, ricerca e coordinamento, che mette insieme tante professionalità diverse e le porta a muoversi nella stessa direzione.
È il caso dei cori, che nello spettacolo non hanno soltanto una funzione musicale, ma contribuiscono direttamente allo sviluppo della storia. A guidare questo lavoro è Giulia Marciante, responsabile della direzione e degli arrangiamenti dei cori. “Il coro nel musical ha una funzione molto importante. Non è soltanto un canto o una musica fine a se stessa, ma porta avanti la storia. È quindi molto importante essere precisi e dare una direzione chiara a tutto il gruppo, cercando di mantenere una coralità senza perdere l’individualità di ogni elemento“, spiega Marciante.
Quella stessa ricerca di armonia passa anche attraverso il movimento. Giovanni Geraci, coreografo dello spettacolo, racconta il lavoro che si nasconde dietro ogni gesto e ogni passo portato in scena. “Il movimento crea un matrimonio fondamentale con le tre arti: la danza, il canto e la recitazione“, racconta Geraci. Per costruire questo linguaggio, il lavoro è partito proprio dal corpo e dalla ricerca di gesti capaci di raccontare il mito senza bisogno di parole. “Mi sono ispirato al modo in cui le tribù africane, o comunque le culture primitive, esprimono concetti profondi attraverso il corpo. Può essere un salto, un braccio, uno sguardo“.
Se il corpo dà vita al mito, è la Valle dei Templi a dargli lo spazio. Ed è proprio qui che entra in gioco il lavoro di Valerio Vella e Paolo Tuzzè, chiamati a costruire una scenografia capace di dialogare con un luogo che, prima ancora dello spettacolo, possiede una forza scenica propria. “Le nostre ricerche progettuali affondano le radici nella pittura vascolare greca, una delle più affascinanti testimonianze artistiche del mondo antico. Abbiamo cercato di reinterpretare il concetto di frammento, non come semplice elemento incompleto, ma come traccia capace di evocare una memoria più ampia“, spiegano Vella e Tuzzè.
Un lavoro che deve confrontarsi anche con una luce che cambia continuamente e che, durante lo spettacolo, accompagna il passaggio dalla notte al giorno. “La luce naturale rappresenta uno degli elementi più significativi della rappresentazione. Non si limita a illuminare la scena, ma assume un ruolo simbolico e narrativo“, raccontano gli scenografi. “I dettagli architettonici vengono inizialmente celati dall’oscurità della notte per poi emergere gradualmente con il trascorrere dei minuti“.
E mentre dietro le quinte ogni elemento viene preparato perché tutto funzioni al momento giusto, dall’altra parte ci sono gli spettatori. Un pubblico arrivato anche da lontano per vivere questa esperienza, come il gruppo proveniente da Roma, giunto alla Valle proprio per festeggiare un compleanno speciale. “Siamo venuti appositamente per questo evento per festeggiare mia nipote, che oggi compie 17 anni. Lei lo ha preso come regalo di compleanno e siamo rimasti molto contenti dello spettacolo“, raccontano. E non mancano gli spettatori che tornano. Dalla provincia di Palermo, c’è chi ha già assistito alle precedenti edizioni: “Non è la prima volta che assistiamo, siamo già stati partecipi l’anno scorso. – racconta una spettatrice – È uno spettacolo ben riuscito sia dal punto di vista artistico che musicale, ma soprattutto perché mette insieme diverse tematiche e porta noi umani a riflettere quotidianamente”.
Ed è forse anche attraverso questo legame, costruito replica dopo replica, che si guarda già a ciò che verrà. Perché, dopo dieci anni, “Il Risveglio degli Dei” non sembra voler fermare il proprio viaggio. “Sarebbe bello poter programmare sempre con più anticipo e aumentare anche probabilmente le date. Vedremo cosa ne penserà il Parco Archeologico, il direttore Roberto Sciarratta, che è sempre stato favorevole e volenteroso di scommettere insieme su questo progetto. E poi, chissà, magari anche un tour oltre oceano“, anticipa Savatteri.
La Valle dei Templi, intanto, torna lentamente al suo silenzio. La Via Sacra si svuota, gli ultimi interpreti lasciano la scena e il sole prende definitivamente il posto della notte. L’ultima alba chiude dieci anni di storia. Ma non chiude il dialogo tra il mito e l’uomo. Perché, tra queste colonne, quelle storie antiche sembrano trovare ogni volta un modo nuovo per tornare a parlare al presente.
IL CAST
In scena
Martha Bellavia · Ilaria Conte · Sharon Costanza · Giovanni Geraci · Toti Maria Geraci · Davide Maria Incandela · Gioele Rosario Incandela · Andrea Lo Piccolo · Giulia Marciante · Chiara Sardo · Giulia Tarantino
Ospiti
Mattia Baldacci · Michele Casà · Aurora Catalano · Rebecca Ingrassia · Michele Iuliano · Antonio Melissa · Ilaria Mongiovì · Mario Tricca
Attori della Montclair State University – New Jersey
Gemellaggio International Internship Summer 2026 in Italy – progetto InSerra Chair
Lizzie Caldon · Madison Fair · Mia Grizzuti · Lorenzo Hilliard · Emma Mason
Zeus
Gipeto · Silvio Laviano
Il Fato
Daria Biancardi · Giovanna D’Angi · Ibla · Cristina Mazzaccaro · Claudia Rizzo
LE MAESTRANZE
Arrangiamenti corali: Giovanni Scalici e Giulia Marciante
Direzione vocale: Giulia Marciante
Arrangiamenti e orchestrazioni: Enrico M. R. Fallea
Coreografie: Giovanni Geraci
Movimenti di scena: Marco Savatteri
Combattimento scenico: Gioele Rosario Incandela
Costumi e accessori: Valentina Pollicino
Trucco e realizzazione costume Il Fato: Sofia Cacciatore
Sarta e assistente costumi: Silvia Ippolito
Scenografia: Valerio Vella
Assistente scenografia: Paolo Tuzzè
Service audio luci: ProStudios Vassallo
Ufficio stampa: Maria Vera Genchi e Giulia Mormino
Direzione di produzione: Giuditta Bonelli e Claudia D’Agostino
Libretto, musiche originali e regia: Marco Savatteri


































