Il Museo Civico di Niscemi si trasforma in un modello di accessibilità culturale grazie a un nuovo progetto che rende le collezioni fruibili anche alle persone non vedenti e ipovedenti attraverso percorsi tattili, riproduzioni in 3D, supporti in braille e una nuova applicazione con audiodescrizioni degli ambienti museali.
L’iniziativa è stata presentata nel corso di un convegno dedicato all’inclusione e nasce dalla collaborazione tra Comune di Niscemi, Museo Civico, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Caltanissetta e Stamperia Regionale Braille di Catania, con il coinvolgimento del Ministero della Cultura e della Disabilità. All’apertura dei lavori è intervenuta anche, con un video-saluto, la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, che ha sottolineato il valore del progetto annunciando la volontà di visitare personalmente il museo.
Il progetto, dal titolo “Vivere le radici, dal passato al presente: viaggio sensoriale nella nostra storia”, introduce strumenti innovativi pensati per abbattere le barriere sensoriali: mappe tattili, pannelli in braille, riproduzioni tridimensionali degli oggetti esposti e un sistema digitale che accompagna il visitatore con contenuti audio dettagliati delle sale museali.
“Vogliamo che tutto diventi davvero accessibile a tutti – ha dichiarato Orazio Giudice – la cultura non appartiene ad alcuni, ma è un bene comune che deve essere davvero di tutti”.
Soddisfazione anche da parte del direttore del Museo Civico, Enzo Liardo: “Abbiamo creduto sin dall’inizio in questa iniziativa – ha spiegato – e oggi possiamo dire che il nostro museo è realmente accessibile grazie a strumenti concreti e innovativi che permettono una fruizione completa anche a chi non vede”.
Il progetto assume inoltre un significato particolare per la comunità locale. “È una cosa in cui abbiamo creduto fortemente – ha dichiarato il sindaco Massimiliano Conti – frutto di una grande collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi e con tutti i partner coinvolti. La cultura diventa così un motore di inclusione e di rinascita per la nostra comunità. Mi piace pensare che abbiamo realizzato qualcosa di assolutamente normale”.
L’iniziativa rappresenta un esempio concreto di come tecnologia e collaborazione tra istituzioni possano rendere il patrimonio culturale realmente accessibile. Al termine del convegno, i partecipanti hanno potuto sperimentare il nuovo percorso sensoriale attraverso una visita guidata tra le sale del museo, testando direttamente le soluzioni tattili e digitali.
Un modello che punta a diventare replicabile e che ribadisce un principio chiave: la cultura è davvero universale solo quando è accessibile a tutti, senza eccezioni.

