Profonda commozione e raccoglimento, oggi pomeriggio a Canicattì, con la cerimonia di venerazione del corpo del Beato Rosario Angelo Livatino. Il magistrato, ucciso dalla mafia nel 1990, è stato recentemente traslato dalla cappella di famiglia nel cimitero comunale alla chiesa di Santa Chiara, dove oggi è stato esposto per la venerazione pubblica. L’evento ha visto la partecipazione di numerosi fedeli, autorità civili e religiose, che si sono riuniti per rendere omaggio a una figura simbolo della legalità e della giustizia. “È un momento importante non solo per la comunità di Canicattì, ma per tutti coloro che hanno a cuore la legalità e la giustizia”, ha dichiarato l’arcivescovo Alessandro Damiano durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento.
La cerimonia è iniziata nel pomeriggio con un corteo che ha accompagnato le reliquie del Beato Livatino dalla chiesa di Santa Chiara lungo via Giudice Rosario Livatino fino al palco della celebrazione. Dopo la lettura della relazione conclusiva della ricognizione canonica, è stata celebrata la messa solenne, seguita dalla venerazione delle reliquie da parte dei fedeli. Un dettaglio che ha suscitato particolare emozione è stato il ritrovamento del corpo del magistrato in condizioni di intatta conservazione, un fenomeno che ha colpito profondamente i sacerdoti coinvolti nel processo di ricognizione. Per permettere l’esposizione pubblica, è stata realizzata una speciale maschera in silicone che riproduce fedelmente i lineamenti del volto del Beato.
L’urna con le reliquie resterà esposta fino al 18 maggio, permettendo ai fedeli di raccogliersi in preghiera davanti al mausoleo. L’evento di oggi non è solo un atto di fede, ma anche un tributo alla memoria di un uomo che ha sacrificato la propria vita per la giustizia. La venerazione del Beato Livatino continua a essere un simbolo di speranza e di impegno per un futuro libero dalla violenza e dall’illegalità.





















