Il Comitato in difesa del Parco Dubini interviene con durezza dopo il comunicato diffuso dall’ASP di Caltanissetta sulla mancata riapertura dell’area verde. «Leggiamo con amarezza il comunicato dell’ASP», affermano i rappresentanti, spiegando di avere confidato in una reale volontà di collaborazione per arrivare a una soluzione condivisa e restituire il Parco alla città. Il testo diffuso dall’Azienda sanitaria, invece, viene interpretato come un tentativo di scaricare sull’Amministrazione comunale quello che l’ASP considera un costo, con il rischio di prolungare ulteriormente la chiusura della struttura dell’ex Ospedale Dubini e del suo parco secolare.
Al centro della contestazione c’è il riferimento, contenuto nel comunicato dell’ASP, all’imminente apertura della REMS, la Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza. Secondo il Comitato, si tratta di una motivazione nuova e mai emersa nei tavoli istituzionali. La REMS, ricordano, è una struttura di cui si parla da anni, tra fondi stanziati, gare indette e annunci di avvio dei lavori, ma senza che sia stata avviata alcuna realizzazione concreta.
Il Comitato sottolinea come, negli incontri ufficiali ai quali erano presenti anche rappresentanti del Comune, l’ASP avesse attribuito la chiusura del Parco esclusivamente ai danni provocati dal ciclone Harry, con alberi caduti e altri elementi pericolanti. «Non è mai stato affermato, in nessuna sede istituzionale, che la chiusura fosse collegata alla futura destinazione dell’immobile a REMS», ribadiscono. Se quella fosse stata la motivazione reale, aggiungono, il Parco avrebbe dovuto essere chiuso anni fa e non soltanto dopo l’evento meteorologico. Per il Comitato, queste contraddizioni sollevano interrogativi legittimi e mettono in dubbio la volontà di collaborazione mostrata dall’Azienda sanitaria.
Di fronte a quella che definiscono una gestione opaca e a dichiarazioni giudicate discordanti, i cittadini organizzati ritengono che non sia più possibile mantenere un atteggiamento attendista. Annunciano quindi l’intenzione di procedere con atti formali: chiedono un accesso agli atti per ottenere tutta la documentazione relativa alla REMS, ai lavori, alle perizie e ai provvedimenti che hanno portato alla chiusura del Parco; sollecitano il coinvolgimento del Comune, che ha partecipato alle riunioni e dovrebbe conoscere lo svolgimento dei fatti; ribadiscono la richiesta di convocare un Consiglio comunale aperto, già avanzata durante l’incontro con la VI Commissione Sanità, affinché la discussione sia pubblica e trasparente; annunciano l’avvio del percorso per dichiarare il Parco Dubini bene comune urbano, così da restituirlo alla città come spazio pubblico tutelato; e chiedono infine al Sindaco di far rispettare all’ASP l’ordinanza n. 5 del 16 aprile 2026 sulla manutenzione delle aree verdi e l’ordinanza n. 7 del 26 febbraio 2025 sulla rimozione dei nidi di processionaria, obblighi validi su tutto il territorio comunale.
Il Comitato conclude ribadendo che la comunità nissena ha diritto alla verità, alla piena trasparenza e alla tutela dei propri spazi pubblici. «Non possiamo accettare risposte contraddittorie né rimpalli di responsabilità che ostacolano la soluzione del problema e alimentano sfiducia nei cittadini», si legge nella nota diffusa nella giornata di ieri.