Più veloce della SLA: Giuseppe Averna sogna le paralimpiadi di Los Angeles 2028

L’arte di correre dell’atleta sancataldese a poco più di un secondo dal sogno americano.
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Il servizio di Federico Celeste, immagini e montaggio Maria Chiara Brancato

A poco più di un solo secondo dal traguardo di una corsa ancora da percorrere, soltanto dodici decimi di secondo per un lungo viaggio di quasi undici mila chilometri, appena centoventi centesimi di secondo per calcare le piste di Los Angeles, giusto mille duecento millesimi di secondo per sfidare i migliori al mondo. Il sogno dell’atleta paralimpico sancataldese Giuseppe Averna (Caracas, 11/06/1960), recordman italiano del frame running (categoria T72) negli 800 e nei 1500 metri agli Assoluti di Grosseto lo scorso luglio, in vista della più grande competizione che avrà luogo tra due anni nella metropoli della California.

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“Il frame running farà il suo debutto assoluto alle paralimpiadinei100metri nel2028e spero di potere essere convocato.Sto svolgendo impegnative sessioni di allenamento per potere migliorare la velocità e rientrare nei parametri richiesti.” Spiega il paratleta.

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Giuseppe Averna va veloce, ancora di più della temibile SLA scoperta appena tre anni fa. In procinto di andare in pensione dopo quarant’anni di servizio presso la pubblica amministrazione, è venuto a conoscenza di avere la medesima malattia che portò il fratello alla morte nel giro di tre anni.

“Ho avuto paura ma non ho mai dubitato della Ricerca scientifica,affidandomi totalmente a essa.Ho intrapreso una terapia sperimentale,consistente in una puntura intratecale di quindici mg di Tofersen.Si tratta del primo farmaco in grado di bloccare e degradare l’RNA messaggero del gene SOD1,affinché non venga tradotto nella proteina dannosa che limita l’energia ai muscoli.Grazie alle trentanove infusioni,somministrate dal 2023,i danni sono stati limitati e rallentati in modo da potere praticare questa attività.”

Immensamente riconoscente verso chi si è preso cura di lui, ha recentemente condiviso i suoi traguardi sportivi con i professionisti dell’Hospice e delle Cure palliative di San Cataldo, regalando la medaglia d’oro conquistata agli Assoluti di Grosseto al responsabile dell’ambulatorio di Nutrizione clinica il dottore Giuseppe Mulè.

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Giuseppe Averna con il dott. Mulè e i professionisti dell’Hospice e delle Cure palliative.

“Ho iniziato a praticare le discipline paralimpiche da due anni con l’associazione Prosport Ravanusa,debuttando nella specialità dei lanci del disco,giavellotto e peso ai campionati nazionali ad Ancona.In quell’occasione ho scoperto e mi sono appassionato al frame running,comprendendo che fosse un modo per potere ritornare a correre come una volta.I miei amici mi hanno regalato il Frame runner con cui mi alleno e gareggio.Ho partecipato anche ai mondiali di calcio balilla con la mia squadra a Messina,classificandoci ottavi,e a quelli di ping pong.”

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Giuseppe Averna e il colonnello Carlo Calcagni.

Averna è riuscito a esprimere al meglio il suo talento grazie al sostegno dei propri cari, della ricerca scientifica e mediante una ferrea disciplina. Al fine di potere migliorare le sue prestazioni in vista delle selezioni per le paralimpiadi di Los Angeles, il sancataldese si sottopone a dure sessioni di corsa di circa un’ora tra le quattro e le cinque volte alla settimana. A causa delle condizioni stradali, della viabilità e dell’assenza di strutture adatte, si allena lungo il corso principale di San Cataldo tra la notte fonda e le prime luci dell’alba. Equilibrato dal dispositivo medico a tre ruote, s’impegna e sogna sui modelli di Pietro Mennea e dell’amico il colonnello Carlo Calcagni. L’ufficiale dell’Esercito Italiano, noto per la sua straordinaria resistenza e la forte determinazione, è affetto da una grave polineuropatia con sclerosi e dal morbo di Parkinson causate dall’esposizione all’uranio impoverito e ad altre sostanze tossiche durante una missione internazionale di pace della NATO in Bosnia ed Erzegovina negli anni ’90. Nonostante le sue condizioni di salute estremamente compromesse, Calcagni si è laureato campione italiano, europeo e mondiale di diverse discipline paralimpiche. Ispirandosi a tale modello, Averna si è impegnato parecchio e ha conquistato ben undici titoli nazionali nelle specialità dei lanci e del frame running, tra cui sei ori, tre argenti e due bronzi. Ha forgiato, inoltre, un solido ottimismo che gli ha permesso di esplorare alcuni lati personali, emersi grazie alla malattia.

Il sogno a Stelle e strisce di Giuseppe Averna è, dunque, un miraggio a poco più di un secondo dal traguardo, sullo sfondo della sua più grande battaglia di vita. Più tenace degli avversari, più scattante della Sla: “Il risultato della ricerca”, come ama lui stesso definirsi, contro il mito americano delself-made man. Al di là del risultato, se non altro, fino alla fine Giuseppe non ha mai camminato ma ha sempre corso.Non resta che augurare buona fortuna e sognare assieme a lui, giusto per un secondo e venti decimi.

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