Il Reparto Carabinieri per la Tutela Agroalimentare di Messina ha eseguito un Decreto emesso dall’Ufficio delGIP del il Tribunale di Enna, su richiesta della Procura Europea – Ufficio dei Procuratori Europei delegati per la Sicilia – che, nell’ambito dell’attività investigativa “Grazing Code 2”, ha disposto il sequestro preventivo, nelle province di Enna e Messina, di denaro e altri beni di proprietà degli indagati, per un totale di 1.404.913,06 mila euro, che costituisce illecito profitto di reato commesso da 10 imprenditori agricoli operanti nella provincia di Messina.
Le investigazioni, svolte dal Reparto Specializzato dell’Arma, alle dipendenze funzionali del Ministro dell’Agricoltura, hanno consentito di disvelare una truffa aggravata finalizzata all’illecito conseguimento di ingenti contributi pubblici destinati al comparto primario ed erogati dall’AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura).
Secondo quanto emerso dagli accertamenti investigativi, gli allevatori finiti sotto inchiesta, avrebbero dichiarato, nell’ambito delle domande di pagamento relative alla PAC, di aver effettuato attività di “pascolamento” su superfici agricole esterne al proprio compendio aziendale, omettendo di attivare il “codice pascolo”, requisito indispensabile all’espletamento delle attività sui terreni. Tale omissione avrebbe consentito di eludere i controlli veterinari finalizzati a verificare l’effettiva movimentazione del bestiame. Costituiva, perciò, una violazione della normativa in materia che subordina il pagamento dei contributi al previsto requisito temporale del “pascolamento” e precisa che questo si può dimostrare ufficialmente solo attraverso la movimentazione degli animali allevati indicati in BDN (banca dati VETINFO) mediante il possesso del “Codice Pascolo”.