Suicida in carcere Stefano Argentino, epilogo drammatico dell’omicidio di Sara Campanella

Stefano Argentino Suicida in carcere Stefano Argentino, epilogo drammatico dell'omicidio di Sara CampanellaStefano Argentino Suicida in carcere Stefano Argentino, epilogo drammatico dell'omicidio di Sara Campanella
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Stefano Argentino, 27 anni, si è tolto la vita nel carcere di Gazzi, dove era detenuto in attesa di processo per l’omicidio di Sara Campanella, studentessa universitaria di 22 anni. Il giovane era stato arrestato il 31 marzo scorso dopo aver accoltellato la ragazza a Messina, al termine di mesi di stalking. Un femminicidio che aveva profondamente scosso l’opinione pubblica per la sua brutalità e per la giovane età della vittima.

IMG 1795 Suicida in carcere Stefano Argentino, epilogo drammatico dell'omicidio di Sara Campanella
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Argentino aveva confessato subito dopo l’arresto, ammettendo ogni responsabilità. Le immagini e le registrazioni trovate sul cellulare di Sara avevano documentato in modo inequivocabile le minacce e le persecuzioni subite. La prima udienza del processo era fissata per il 10 settembre, ma non avrà mai luogo: il detenuto è stato trovato impiccato ieri pomeriggio, dopo essersi allontanato dagli altri reclusi. Il suicidio ha sollevato forti polemiche: Argentino era stato inizialmente sottoposto a regime di rigida sorveglianza per precedenti intenti suicidi, ma tale misura era stata revocata due settimane fa. Gli ultimi colloqui con psicologi e terapeuti avevano fatto ritenere che la sua condizione fosse migliorata: aveva ripreso a mangiare e mostrava apparente stabilità. Tuttavia, la sua morte ha riaperto il dibattito sulla gestione del disagio psichico nelle carceri.

La Procura di Messina ha aperto un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità. L’avvocato della famiglia Argentino, Giuseppe Cultrera, ha dichiarato: “L’unica responsabilità è da attribuire allo Stato.” Duro anche il commento del segretario del Sindacato della polizia penitenziaria, Aldo Di Giacomo, che parla di “tragedia annunciata” e denuncia un dato allarmante: 51 suicidi nelle carceri italiane dall’inizio del 2025. Concetta La Torre, legale della madre di Sara Campanella, ha definito il suicidio “l’epilogo terribile di una storia terribile”. La famiglia della vittima, già provata da una perdita devastante, si trova ora di fronte a un finale che lascia aperte molte domande e nessuna vera consolazione.

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