Il 27 Marzo torna lo sciopero per il clima organizzato da Fridays for Future. Sono previste manifestazioni in diverse piazze d’Italia e attività di sensibilizzazione sul tema della giustizia climatica. Significativo il coinvolgimento dei più giovani: uno degli obiettivi che si pone Fridays for Future è, infatti, di trasformare la scuola in un “presidio di consapevolezza” e dichiarano, nel loro invito a manifestare che “la scuola non è solo tra i banchi: è anche nelle strade, dove si scrive la storia. E nella storia, ogni cambiamento è nato dalla mobilitazione di chi ha lottato per un mondo migliore.”
Condivide lo stesso pensiero anche Cristoforo Infuso, portavoce di Fridays for Future a Caltanissetta che racconta a ViU News la volontà di “portare ancora le persone nelle piazze, soprattutto i giovani, il cui entusiasmo spesso è smorzato dalla paura di subire ripercussioni manifestando”. In tutta l’isola diverse manifestazioni: a Caltanissetta, parteciperanno, a fianco della rete di giovani ambientalisti, la Rete degli Studenti e il Sindacato FLC CGIL. Con lo slogan “Resistere al deserto” l’evento avrà come punto d’incontro Piazza della Repubblica alle ore 9:30.
“Siamo spaventati da quello che accade nel mondo. Oltre che per la questione climatica, manifestiamo per la pace, – dichiara il portavoce, sottolineando più volte la connessione inestricabile tra l’emergenza climatica e quella geopolitica – non è possibile una transizione ecologica se le risorse che dovrebbero essere utilizzate per realizzarla vengono destinate, invece, al finanziamento delle guerre”.
I conflitti in corso stanno creando devastazioni ambientali: il caso della petroliera russa alla deriva nelle acque del Mediterraneo, ad esempio, rappresenta un rischio enorme per l’ambiente e per la sicurezza marittima. Lo sciopero è dunque un’occasione per chiedere al Governo nazionale di interrompere gli investimenti nel settore delle armi e dell’industria fossile e reindirizzare, piuttosto, i finanziamenti verso le urgenti esigenze ambientali.
Per il portavoce nisseno di Fridays for Future, il problema è sistemico e va scardinato dal principio: “La vocazione di un sistema economico a crescere sempre di più, in maniera predatoria e depredatoria, non può che generare un problema di natura ecologica. Continuiamo a prelevare risorse da altri continenti per portarle in Occidente.” Infuso sottolinea anche il caso che coinvolge ENI nelle ultime settimane: la multinazionale petrolifera intendeva effetturare l’esplorazione di giacimenti di gas in aree marittime rivendicate dalla Palestina e che pochi giorni fa, si legge da fonti stampa, ha annunciato il ritiro dal progetto e dal consorzio controverso con Israele.
Un modus operandi, quello Occidentale, che secondo il portavoce del movimento, ha cambiato nome e volto, ma rimane sempre figlio di quel vecchio residuo coloniale Europeo. “Si lavora per pulire le nostre città, sporcando nel frattempo quelle di altri paesi – dichiara –lavoriamo contro l’inquinamento di terra, aria e acqua, scaricando il costo di queste operazioni ad altri popoli del mondo”. Infuso insiste su questa linea: “Non si può arrestare il cambiamento climatico se si ha quest’ossessione per la crescita economica, bisognerebbe pensare alla vita, al pianeta, al benessere delle persone”.
Già i disastri provocati dal ciclone Harry in Sicilia avevano dimostrato quanto la crisi climatica sia un’emergenza reale e pericolosa, per l’ambiente e per le comunità, fatte di persone, toccate dalla tragedia. È proprio l’impegno a prendersi cura del benessere delle persone che ha portato la delegazione dei Fridays for Future di Caltanissetta a recarsi anche a Niscemi. Anche il capoluogo nisseno lo sa bene e soffre ancora, ad esempio, una crisi idrica mai veramente risolta dalle amministrazioni.
“Si fa troppo poco” sostiene Infuso “la crisi idrica rappresenta ancora un problema importante, i coltivatori soprattutto ne soffrono, dal momento che anche le guerre, hanno generato un aumento dei prezzi, ad esempio, dei fertilizzanti.”
Problemi che necessitano di essere risolti, non come fossero compartimenti stagni, ma includendoli insieme in un’ottica totalmente risolutiva.
Per questo la manifestazione di Friday for Future di domani non riguarda solo il tema della giustizia climatica, ma la risoluzione di una catena di problemi, che come esito produce emergenze a livello ambientale.
