“Il rogo dell’angelo”, il nuovo giallo di Salvo Toscano sul caporalato arriva a Caltanissetta

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Salvo Toscano - © ViU News
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“E tu cosa fai per gli altri, papi?”

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La scintilla innescata dalla genuinità del proprio figlio divampa in un’ardente fiamma che può spingere il genitore a compiere grandi imprese: così è stato in passato per lo scrittore Salvo Toscano, adesso lo è per il suo personaggio letterario. Ritornano Fabrizio e Roberto Corsaro, protagonisti della celebre epopea poliziesca, in un nuovo romanzo pubblicato da Newton Compton Editori e presentato lunedi 21 Settembre al Tennis Club Caltanissetta con la collaborazione della libreria Ubik.

Il servizio di Federico Celeste, immagini e montaggio Salvatore Arcarese

“Le mie storie nascono solitamente da suggestioni o idee derivanti dall’immaginazione, invece, Il rogo dell’angelo, la tredicesima storia sui fratelli Corsaro, da un tema molto complesso e poco trattato: lo sfruttamento dei braccianti in ambito agricolo. Un romanzo atipico per le ambientazioni e per i toni cupi e crudi, che non costituiscono tuttavia un freno per l’affermazione della personalità dei due protagonisti.” Esordisce lo scrittore Salvo Toscano, giornalista e conduttore della Rai TGR Sicilia.

Le storie dell’autore palermitano sono tra le più affascinanti, longeve e acclamate nel panorama poliziesco italiano da oltre vent’anni con ben tredici romanzi e un omonimo adattamento televisivo dei primi quattro, diretto da Francesco Miccichè e con protagonisti Giuseppe Fiorello e Paolo Briguglia. La suspence adrenalinica, costruita dallo scrittore, catapulta il lettore in una narrazione originale e sui generis, contraddistinta da un duplice punto di vista agli antipodi: l’io narrante dell’avvocato Roberto, primogenito ideale e padre di famiglia esemplare; quello del giornalista Fabrizio, donnaiolo dalla vita sregolata, percosso da numerosi impulsi e fantasie sessuali. Le differenze sono riflesse nello stile letterario, infatti, i capitoli narrati dal primo seguono un ritmo regolare e cadenzato, mentre, quelli del secondo frenetico e talvolta anche scurrile. Altro elemento distintivo è lo scorrere del tempo, infatti, nell’universo letterario di Toscano non esiste un’età aurea in cui gli eroi si mantengono forti e pieni di vigore; i personaggi crescono, iniziano a sentire il “peso” degli anni e affrontano importanti cambiamenti. “Sono sempre stato un appassionato di gialli fin da giovanissimo, nonostante non fosse un genere di successo in quel contesto storico. Da lì ho coltivato il sogno di scrivere, facendo le prime sperimentazioni e pubblicando la prima storia sui Fratelli Corsaro nel 2005. La coesistenza di due protagonisti è sempre stata un’idea fissa nella mia immaginazione, in quanto mi permette di alternare due punti di vista derivanti da caratteri totalmente diversi ma complementari. Fabrizio e Roberto vivono nella mia immaginazione da oltre vent’anni, durante il processo di scrittura è come se fossero realmente loro a raccontare la vicenda. Continuerò a scrivere storie su di loro fino a quando non smetterò di divertirmi.”

Il caporalato è il tema centrale de Il rogo dell’angelo, un argomento complesso e delicato, piaga della contemporaneità isolana. Per la stesura dell’opera, l’autore si è documentato e recato di persona nei luoghi designati grazie all’accompagnamento di un mediatore culturale, assistendo con i propri occhi a una realtà sconcertante. L’angoscia scaturita da tali scenari ha reso i processi di scrittura laboriosi ma la vena creativa e l’esigenza di raccontare, tramite lo scarto letterario, hanno consentito a Toscano di creare un ottimo romanzo con profonda attinenza al reale.

Il racconto ha rievocato un momento di grande emotività e cordoglio in memoria della violenta morte dell’operaio pakistano trentaduenne Adnan Siddique, brutalmente assassinato il 3 Giugno del 2020 nella sua abitazione adiacente al centro storico di Caltanissetta da un commando di connazionali per avere spronato alcuni braccianti a denunciare le terribili condizioni di lavoro in cui erano stati relegati. “Il silenzio del sudore” e “la morte di un angelo” che non ha voluto chiudere gli occhi e ha scelto di combattere anche a costo della sua vita. In merito al ricordo di Adnan Siddique la presentazione, moderata dalle giornaliste Ivana Baiunco e Silvia Andretti con le letture dell’attrice Diletta Costanzo, si è conclusa con l’invito allo spettacolo Saraceno di Sicilia di Michele Celeste il 17 e il 18 Ottobre al parco naturale Sotto il monastero a Caltanissetta in occasione del festival Le vie dei tesori. Un viaggio “lungo le sponde del Salso” nella Sicilia di ieri e di oggi, un atto di denuncia nei confronti dei soprusi e del caporalato attraverso le poesie di Bernardino Giuliana, Mario Gori e Ignazio Buttitta.

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