La cantante nissena Lidia Vitrano pubblica il suo primo EP “Bruma”

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Lidia Vitrano, giovane talento nisseno classe 2001, ha pubblicato il suo primo EP “Bruma”. Una raccolta intima ed esplorativa dei suoi testi diventati melodie. Lidia, vive a Milano. Ha lasciato la sua città natale, Caltanissetta, dopo il liceo, sei anni fa, per studiare musica.

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Si è laureata in canto pop al CPI Music Institute nel 2024 e attualmente frequenta un corso biennale per la didattica presso la Scuola di Musica Civica di Milano. “Non mi dispiacerebbe insegnare. – racconta Lidia nella lunga intervista che ha rilasciato a ViU News – Penso a Serena Brancale. Prima di raggiungere il grande pubblico, ha insegnato per molto tempo” mi dice. “La Brancale mi ha ispirata – aggiunge – l’ho vista una sera suonare la loop station, subito dopo ne ho comprata una anche io e ho iniziato a sperimentare.”

La sua cantante preferita è Elisa, però, che rappresenta anche una delle sue maggiori fonti di ispirazione. “Tra gli artisti internazionali, apprezzo molto Billie Eilish”, ci rivela Lidia. 

Non la spaventa la gavetta: Lidia vorrebbe vivere di musica e nel frattempo fa diversi lavori per mantenere se stessa e il suo sogno. Quando le chiediamo se abbia mai pensato, qualche volta, di mollare, ci risponde che non saprebbe immaginarsi in altro modo, se non cantando. “Ci ho pensato, sì, nei momenti di difficoltà, mi sono posta tante domande. La risposta però è sempre stata che senza musica non saprei vivere”

“La parte più difficile del percorso è crederci ogni giorno. – ci confida – Svegliarsi e dirsi che è la cosa giusta.” Oltre questo, le domando, quali ritiene siano, le altre principali sfide di un’artista che vuole fare della sua passione un mestiere; secondo Lidia trovarsi al posto giusto, al momento giusto è fondamentale, “a volte sono molto stanca però la sera mi impongo di uscire lo stesso, per non rischiare di perdere nemmeno un’occasione. – e continua – In questo lavoro, i momenti di “up” ti fanno toccare punte altissime di felicità ma quando sei nei periodi “down” li senti con altrettanta intensità. È difficile rimanere in equilibrio, tra l’esaltazione e lo scoraggiamento”.

Le chiediamo come è iniziato il suo viaggio dentro la musica. Ci mostra una sua foto da bambina: “Qualche giorno fa mia madre mi ha inviato questa foto – ci racconta – ero molto piccola e avevo già un microfono in mano. Ho sempre cantato ma solo crescendo ho trovato il coraggio di farlo davanti alle persone. Prima provavo un senso di vergogna, e allora mi bastava il mio Canta Tu”.

Lidia è mossa da una poesia interiore e lo si può notare ascoltando le sue canzoni; ci offre la descrizione di diversi aneddoti che hanno preceduto la sua consapevolezza di voler fare la cantante ed il suo modo dolce di parlarne, commuove e rivela l’immenso amore che prova per la musica. 

Ci parla di un viaggio in Spagna con i suoi genitori, quando era ancora una bambina “eravamo in metropolitana, all’estero ci sono tanti artisti di strada, sono rimasta affascinata. Ho guardato mia madre e le ho detto che da grande avrei voluto fare quello: cantare”.

E poi ci racconta della Signora Rosetta “Era la collaboratrice scolastica della scuola elementare che frequentavo. Quando i genitori tardavano all’uscita, noi bambini aspettavamo con lei che arrivassero a prenderci. Durante quelle attese, capitava mi portasse in una stanzetta e mi facesse cantare. Quello è stato il mio primo palco e la Signora Rosetta la mia prima fan.”

Lidia ha iniziato scrivendo poesie, poi l’ingresso nella scuola Mast 79 di Mariangela Rizza a Caltanissetta, ha cambiato il suo destino.  “Ho iniziato a studiare canto nella mia città e a togliermi di dosso l’imbarazzo di cantare in pubblico – racconta – poi anche le mie parole hanno preso forma, diventando canzoni.” Nella maggior parte dei casi i cantautori partono dalla melodia, Lidia fa spesso il contrario. “Per me le parole sono fondamentali. Il talento è avere qualcosa da dire”. E ci spiega che si lascia ispirare dalle situazioni che vive, dai sogni che fa, dalle emozioni che sente; così nascono i testi, poi crea la melodia, e le sue sensazioni diventano musica.

“Faccio un sogno ricorrente. – forse frutto di una paura – Nel sogno mi sforzo di correre il più veloce possibile, ma sento di rimanere ferma, di non prendere la giusta velocità per scappare da qualcuno che mi sta inseguendo”. Traspare qualcosa di inquieto, un’interiorità complessa che a poco a poco si svela, come il cielo quando c’è nebbia. Ed in effetti, nebbia, è anche il nome del suo EP: “Bruma” significa proprio foschia. Deriva dal latino e all’epoca indicava il solstizio d’inverno, il giorno più freddo dell’anno e con meno ore di luce.

Lidia ha attraversato un periodo, per così dire, brumoso. “Era tutto offuscato. Non mi vedevo chiaramente e non ricordavo nemmeno i passi avanti fatti. Ho voluto chiamare l’album così, per questo, perchè ho attraversato la nebbia, ma cercando una parola più poetica, mi sono imbattuta in bruma e me ne sono innamorata”.

La ricerca minuziosa non si limita solo al nome del suo disco “sto cercando nuove sonorità, vorrei, cominciare ad inserire nelle mie melodie suoni che ricordino la mia terra”.

È questo il prossimo obiettivo di Lidia Vitrano, portare la sua isola, la Sicilia, nella sua musica. Quando una terra lascia partire un suo figlio talentuoso, il figlio non dimentica la sua terra; non dovrebbe dimenticarsi di suo figlio, mai, nemmeno lei.

Prima di concludere l’intervista, le proponiamo di fare un gioco: dare un voto, da uno a dieci, all’importanza che hanno talento, immagine, comunicazione, tecnica, testi e fortuna, secondo lei, nel panorama musicale. “Il talento è fondamentale, dieci. Se non hai niente da dire, la tecnica conta relativamente. Puoi essere molto intonato ma non saper emozionare, perciò sette. – giochiamo ancora e aggiunge – La comunicazione è la chiave, direi otto, mentre sull’aspetto direi che in Italia, soprattutto per le donne, conta più che nel resto del mondo; – e poi conclude – i testi, io direi dieci ma so che in realtà, nell’ottica del successo, valgono un sette”.

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