A Niscemi si è tenuta questa mattina la cerimonia commemorativa in occasione dell’80° anniversario dell’eccidio dei Carabinieri di contrada Apa. L’Arma ha reso omaggio all’Appuntato a piedi Michele Di Miceli e ai Carabinieri Mario Paoletti e Rosario Pagano, insigniti della Medaglia d’Argento al Valor Militare “alla memoria”, uccisi la notte del 16 ottobre 1945 durante un conflitto a fuoco con un gruppo di malviventi.
Alla commemorazione erano presenti il Prefetto di Caltanissetta Licia Donatella Messina, il Sindaco di Niscemi, i vertici provinciali delle Forze di Polizia, autorità civili e militari, oltre a rappresentanze dell’Arma, dell’Associazione Nazionale Carabinieri, di associazioni combattentistiche e d’arma e una classe di studenti.
La cerimonia si è aperta con lo scoprimento di un cippo commemorativo realizzato dall’Amministrazione comunale sul luogo dell’eccidio, la cui inaugurazione era stata rinviata nel 2020 a causa della pandemia. È seguita la deposizione di una corona d’alloro in onore dei caduti e un momento di raccoglimento.
Successivamente, nella Chiesa Madre di Niscemi, è stata celebrata una Santa Messa solenne officiata da Don Salvatore Falzone, Cappellano Militare dei Carabinieri, e da Don Massimo Ingegnoso, parroco della chiesa.
Nel suo intervento conclusivo, il Colonnello Mucci, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Caltanissetta, ha espresso gratitudine per la partecipazione e la vicinanza mostrata all’Arma, ricordando anche il recente lutto per la perdita di tre colleghi a Castel d’Azzano.


Durante la cerimonia è stato rievocato il tragico episodio del 1945, avvenuto all’indomani dello sbarco alleato, in un periodo segnato dal banditismo in Sicilia. Quella notte, intorno alle 21:45, i sette militari del Nucleo Mobile di Niscemi, di ritorno da un servizio perlustrativo, furono vittime di un agguato in contrada Apa: un gruppo di malfattori, armati di mitra e bombe a mano, aprì il fuoco intimando la resa. I Carabinieri, pur in inferiorità numerica, risposero al fuoco. Di Miceli, Paoletti e Pagano morirono sul posto, mentre tre loro commilitoni rimasero feriti e uno solo uscì illeso.