A 49 anni dalla tragica scomparsa, la città di Niscemi ha reso omaggio al carabiniere Vincenzo Caruso, insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria per il coraggio dimostrato durante un conflitto a fuoco con esponenti della ’ndrangheta.
I fatti risalgono al 1° aprile 1977 quando, alle ore 14.25, in contrada Razzà, nel Comune di Taurianova (Reggio Calabria), un equipaggio del Nucleo Radiomobile della locale Compagnia Carabinieri – composto dall’Appuntato Stefano Condello, dal Carabiniere Vincenzo Caruso e dal Carabiniere Pasquale Giacoppo – durante un servizio perlustrativo individuò alcune autovetture sospette nei pressi di un casolare isolato, riconducibile a un pregiudicato del luogo. Insospettiti dalla situazione, l’Appuntato Condello e il Carabiniere Caruso decisero di avvicinarsi per un controllo. All’interno del casolare era in corso un summit tra esponenti di spicco della criminalità organizzata. Alla vista dei militari, i malviventi aprirono il fuoco dando origine a un violento scontro armato.
Nel conflitto persero la vita l’Appuntato Stefano Condello e il Carabiniere Vincenzo Caruso. Quest’ultimo, pur gravemente ferito, riuscì a reagire, colpendo due degli aggressori prima di accasciarsi. Le successive indagini ricostruirono pienamente l’accaduto, riconoscendo l’eroismo dei due militari, ai quali fu conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.
Ieri, 1° aprile, in occasione dell’anniversario, Niscemi ha commemorato il sacrificio del carabiniere Caruso con una cerimonia toccante. Alla celebrazione ha partecipato il tenente colonnello Marco Montemagno, comandante del Reparto Territoriale Carabinieri di Gela, insieme ai familiari del decorato, alle autorità, a una delegazione dell’Associazione Nazionale Carabinieri, alle associazioni professionali a carattere sindacale e a numerosi militari, in servizio e in congedo.
Durante la cerimonia è stata deposta una corona d’alloro sulla tomba del militare. La commemorazione è proseguita con una Santa Messa di suffragio presso la Chiesa Madre, officiata da don Massimo Ingegnoso. Al termine della funzione religiosa è stata letta la motivazione con cui il Presidente della Repubblica conferì la Medaglia d’Oro al Valor Militare, sottolineando il coraggio e la determinazione del carabiniere Caruso che, nonostante le gravi ferite, continuò a combattere fino allo stremo delle forze.
Nel suo intervento conclusivo, il comandante Montemagno ha ripercorso la vita del militare niscemese, evidenziandone la dedizione al dovere e il coraggio, ricordando al contempo i rischi quotidiani affrontati dalle Forze di Polizia nel garantire la sicurezza dei cittadini, fino all’estremo sacrificio.