La Procura distrettuale di Catania ha disposto una misura cautelare in carcere nei confronti di un giovane coinvolto nella corsa clandestina di cavalli che l’8 maggio scorso aveva trasformato Palagonia in un teatro di caos tra motori, clacson e colpi esplosi in aria. L’indagato è accusato di porto abusivo di arma da guerra, con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa in favore del clan Cappello‑Bonaccorsi.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le immagini girate dagli spettatori e diventate virali sui social hanno permesso alla Squadra Mobile di individuare il giovane che, durante la corsa, impugnava un kalashnikov mentre seguiva la competizione a bordo di uno scooter. La perquisizione eseguita dagli agenti ha portato al ritrovamento di indumenti identici a quelli ripresi nei video e del mezzo utilizzato quella mattina. L’indagato sarebbe parte di un gruppo attivo nella zona di San Giovanni Galermo, ritenuto vicino allo stesso clan.
Nel provvedimento compaiono anche altri partecipanti alla corsa, identificati come fantini. Non sono destinatari di misure cautelari, ma rispondono dell’accusa di partecipazione a competizioni clandestine tra animali. La loro individuazione era avvenuta nei giorni successivi grazie alla Squadra a Cavallo della Questura, durante i controlli nei luoghi dove i cavalli sequestrati erano stati stallati.