Siracusa, undicenne ricoverato in Psichiatria per intossicazione da crack

Ospedale Umberto I di Siracusa Ospedale Umberto I di Siracusa
Ospedale Umberto I di Siracusa
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Un bambino di undici anni è stato ricoverato nei giorni scorsi all’ospedale di Siracusa, nel reparto di Psichiatria, per una grave intossicazione da crack. Il caso, confermato dall’Azienda Sanitaria Provinciale, ha suscitato forte preoccupazione tra istituzioni e opinione pubblica, sia per la giovane età del paziente sia per le modalità di gestione clinica. “Bisognava portarlo come ci viene detto da medici ed esperti nell’immediatezza in un reparto di pediatria e farlo seguire con operatori specializzati e secondo protocolli specifici e non lasciarlo durante la la degenza in promiscuità con adulti” ha dichiarato il deputato alla Camera di Fratelli d’Italia, Alfredo Antoniozzi, che ha chiesto l’intervento del ministro della Salute Orazio Schillaci. Secondo l’Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa, la decisione è stata presa in “stretto collegamento con l’autorità giudiziaria” e motivata dall’eccezionalità della situazione. Il ricovero è stato preceduto da un Accertamento Sanitario Obbligatorio (ASO), che ha evidenziato la necessità di un intervento urgente per evitare aggravamenti in un quadro clinico complesso.

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Oltre all’intervento del deputato Antoniozzi, il caso ha suscitato reazioni anche da parte del sindaco di Solarino, Tiziano Spada, che ha smentito le ricostruzioni iniziali chiarendo che il minore proviene da un comune del Catanese ed è ospite di una struttura convenzionata situata nel territorio da lui amministrato. “Nel mio ruolo di sindaco – ha dichiarato Spada, deputato regionale del Partito Democratico – mi sono limitato a disporre l’Accertamento Sanitario Obbligatorio per tutelare il minore, dopo che gli uffici comunali avevano consultato il tutore legale e ottenuto il consenso del giudice tutelare del Tribunale per i Minorenni di Catania. La questione ora è di competenza dell’Azienda Sanitaria e del Tribunale dei Minori, nei quali ripongo piena fiducia affinché siano seguite le procedure previste, nell’interesse esclusivo del bambino. A chi continua ad attribuirmi responsabilità, diffondendo ricostruzioni lontane dalla verità sulle modalità adottate, comunico di aver già dato mandato ai miei legali per agire nelle sedi opportune.”

Dopo il ricovero ospedaliero, il bambino di origine straniera è stato trasferito presso una comunità terapeutica specializzata, dove proseguirà il percorso di recupero nelle prossime settimane. Un vero e proprio “campanello d’allarme” quello dell’uso di droghe tra i giovanissimi, in particolare del crack, una sostanza estremamente pericolosa per la sua capacità di indurre dipendenza immediata e danni neurologici gravi. Il crack è una forma di cocaina a base libera, ottenuta attraverso un processo chimico che ne aumenta la potenza; viene generalmente fumato e produce effetti rapidi e intensi, ma anche devastanti sul piano fisico e psichico.

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