Caltanissetta, Area Civica entra in Progetto Civico Italia. Petitto: “Credibilità e radicamento per parlare agli astenuti”

Questa mattina la conferenza stampa di adesione all rete civica lanciata dall’Assessore di Roma Alessandro Onorato
Annalisa Petitto Annalisa Petitto
Annalisa Petitto - immagine di repertorio
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Si è svolta stamani a Caltanissetta, presso la sede di Area Civica, la conferenza stampa in cui la coordinatrice Annalisa Petitto ha annunciato l’adesione del movimento al percorso nazionale e regionale di Progetto Civico Italia. La leader civica ha rivendicato il ruolo del gruppo nisseno come forza autonoma e radicata nel territorio, capace di trasformare battaglie locali in un progetto politico di respiro nazionale, partecipando alla rete di amministratori e realtà civiche lanciato da Alessandro Onorato, Assessore del Comune di Roma.

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Petitto ha ricordato come Area Civica non sia “solo un simbolo su una scheda elettorale, ma una presenza concreta nelle istituzioni”. Il movimento è infatti rappresentato in Consiglio comunale con tre consiglieri – Annalisa Petitto, Felice Dierna e Calogero Palermo – e in Consiglio provinciale con la stessa Petitto, in qualità di consigliera di opposizione. Alle ultime elezioni amministrative, la leader civica ha guidato una coalizione che al ballottaggio ha raccolto il 49% dei consensi, contro il 51% del blocco di centrodestra. “Questo dato – ha sottolineato – ci consegna una città spaccata a metà sotto un duplice aspetto: da un lato l’astensionismo, dall’altro la forza di un progetto civico che sfida i partiti tradizionali”.

Sul fronte dell’astensionismo, Petitto ha richiamato numeri eloquenti: al primo turno ha votato appena il 55,91% degli aventi diritto, mentre al ballottaggio l’affluenza è scesa al 38,27%, con un astensionismo che ha sfiorato il 62%. “Quasi un elettore su due – ha aggiunto – è rimasto a casa già al primo turno, e addirittura quasi due su tre al ballottaggio. E tra chi è andato a votare, quasi uno su due ha scelto un progetto civico, radicato nei quartieri, nel lavoro, nell’associazionismo, nei bisogni reali delle persone e non nelle alchimie di palazzo“.

Petitto ha annunciato la scelta di Area Civica di aderire al percorso di Progetto Civico Italia. “Area Civica – ha spiegato – resta una forza civica autonoma del territorio nisseno. Partecipare a questo percorso significa mettere in comune lavoro, esperienze e battaglie con altre realtà civiche e amministratori che, in tutta Italia, vogliono costruire un’alternativa alle destre a partire dai territori, senza rinunciare alla propria identità”.

Petitto ha poi collegato il dato nisseno al quadro nazionale dell’astensionismo: “Alle regionali 2025 in Campania, Puglia e Veneto ha votato meno di un elettore su due, con affluenze intorno al 41–45% e cali a doppia cifra rispetto alle precedenti tornate”. Da qui la strategia: “Il nostro obiettivo non è soltanto spostare qualche voto dentro il recinto di chi va già alle urne. Vogliamo intercettare e colmare il gap dell’astensionismo, parlare a chi oggi si astiene, ricostruire un rapporto di fiducia tra le persone e le istituzioni, dare una casa politica a quella parte di Paese stanca di essere chiamata in causa solo alla vigilia delle elezioni. Per farlo servono due cose: credibilità e radicamento”. Credibilità, ha chiarito, “perché non bastano gli slogan: servono atti concreti, come quelli che abbiamo portato in Consiglio comunale e provinciale”. Radicamento, “perché le risposte non nascono nei talk show, ma nelle scuole, negli ospedali, nelle imprese, nei quartieri popolari, nei piccoli comuni dell’entroterra, nei luoghi di lavoro e nelle periferie fisiche e sociali“. Secondo Petitto, Progetto Civico Italia è “il contesto in cui le esperienze civiche si parlano, si rafforzano a vicenda e provano a cambiare il Paese a partire dai territori» e «l’occasione perché le battaglie condotte a Caltanissetta non restino isolate, ma trovino ascolto anche a livello regionale e nazionale”.

Due i casi concreti portati come esempio durante la conferenza stampa: la vertenza Telecontact e la situazione della Provincia di Caltanissetta, sintetizzata nello slogan “meno poltrone, più concorsi”.

Telecontact: “Non è un numero, sono 336 famiglie”

Petitto ha definito la vertenza “una questione delicatissima per Caltanissetta”, ricordando che nella sede nissena operano 336 addetti, uno dei pochi grandi poli occupazionali privati rimasti in città. “La cessione fuori dal perimetro TIM – ha spiegato – è percepita come un salto nel buio: si temono peggioramenti delle condizioni di lavoro, minori garanzie contrattuali e, nel tempo, possibili ridimensionamenti o chiusure del sito, con conseguenze dirette per 336 famiglie e per l’economia locale”. Scioperi, presìdi e manifestazioni hanno già coinvolto la città; il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità una mozione a sostegno dei lavoratori e chiesto l’apertura di un tavolo di crisi al Ministero. “Non si parla di numeri astratti – ha ribadito – ma di posti di lavoro, di stipendi, di famiglie che rischiano di scivolare nella precarietà”.

Provincia di Caltanissetta: “Meno poltrone, più concorsi”

Petitto ha portato come esempio anche la situazione del Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta, dove l’opposizione ha ottenuto una doppia vittoria politica. Da un lato, il Consiglio ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, a sua prima firma, che impegna il Presidente a riattivare immediatamente tutti i concorsi pubblici già banditi e sospesi, senza riaprire i termini e tutelando chi ha studiato e pagato le tasse di concorso. Dall’altro, è stata bocciata la proposta di modifica del DUP e la relativa variazione di bilancio che prevedeva la creazione di un ufficio staff del Presidente con tre componenti e due consulenti di nomina politica, per un costo complessivo di circa un milione di euro nel triennio 2025–2027. “Da una parte – ha osservato Petitto – abbiamo concorsi bloccati e uffici al collasso; dall’altra, l’idea di riproporre per la quarta volta un pacchetto di poltrone d’oro per lo staff del Presidente. Il Consiglio ha detto no, e questo no porta anche la nostra firma”.

Il coordinatore nazionale Carmelo Miceli ha ricordato il lungo percorso condiviso con Petitto: “Un cammino di oltre quindici anni, sempre cercando di fare politica con la P maiuscola”. Sulla vertenza Telecontact ha assicurato: “Faremo tutto ciò che serve per tutelare i lavoratori”, richiamando anche la manifestazione nazionale del 10 dicembre. Miceli ha poi sottolineato le battaglie comuni per la sanità e la trasparenza, ricordando il tentativo di mettere il bavaglio a Petitto con una denuncia poi archiviata: “Un vero encomio all’attività politica di Annalisa”. Ha criticato inoltre la scelta di creare uno staff del Presidente della Provincia “per collocare cinque amici”, mentre gli uffici restano in sofferenza di personale. Sulle ultime elezioni amministrative, ha osservato: “È mancata una manciata di voti per una svolta epocale. I partiti del centrosinistra devono riflettere e iniziare a valorizzare il ruolo dei movimenti civici”.

Alla conferenza è intervenuto, in collegamento da remoto, Alessandro Onorato, assessore ai grandi eventi, cultura e sport di Roma Capitale e promotore nazionale di Progetto Civico Italia. Onorato ha espresso grande stima personale e politica per Annalisa Petitto, definendola un’amministratrice “di straordinarie capacità”. Ha spiegato che l’obiettivo del percorso civico è “fare in modo che chi ogni giorno lavora a contatto con le persone e si fa il mazzo sui problemi concreti possa ambire a rappresentare quelle stesse persone anche ai livelli più alti delle istituzioni”. Riflettendo sulle ultime elezioni amministrative di Caltanissetta, Onorato ha sottolineato come la mancata elezione di Petitto a sindaca sia stata questione di “pochi voti”, attribuendo quell’esito anche a “comportamenti opachi” di alcuni “compagni di viaggio” che avrebbero preferito accordi sottobanco con l’avversario politico. Ha definito però questo passaggio “solo una questione di tempo”, ritenendo che la spinta civica espressa in città rappresenti comunque “un segnale di svolta”.

Allargando lo sguardo al quadro nazionale, Onorato ha descritto il sistema politico italiano come “collassato”, rilevando che “i cittadini pagano tasse molto alte, paragonabili a quelle dei Paesi del Nord Europa, senza ricevere in cambio servizi adeguati”. In questa prospettiva, ha indicato come unica via di cambiamento reale “l’ingresso nelle istituzioni di amministratori abituati a misurarsi con i problemi concreti, al posto di figure che, una volta elette, si dimenticano perfino di ciò che hanno promesso”. Soffermandosi sulla Sicilia, Onorato ha raccontato di avere iniziato a girare la regione negli ultimi mesi e di avere riscontrato “un potenziale enorme, soprattutto in termini di turismo, arte e cultura, ancora largamente inespresso“. Ha sostenuto che, se la Sicilia fosse messa anche solo “al 30% delle sue possibilità”, il Pil italiano crescerebbe in maniera significativa, mentre oggi la regione registra “uno dei più alti flussi di emigrazione, seconda solo alla Lombardia”. Secondo l’assessore della capitale, “in Sicilia manca soprattutto una prospettiva di futuro” e per questo motivo gli enti locali dovrebbero poter contare su persone realmente capaci. Ha ricordato come i bilanci della Regione Siciliana siano molto ricchi, in quanto regione a statuto speciale, ma ha sottolineato che “il problema non è quanti soldi ci sono, ma come li applichi”, indicando nella qualità della spesa pubblica e nella competenza della classe dirigente “la vera leva del cambiamento”.

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