Castelbuno – Emozioni, riflessioni e riconoscimenti hanno caratterizzato la serata del 20 giugno in Piazza Castello, cuore della XX edizione del DiVino Festival. A guidare e dare ritmo all’intera cerimonia è stato Daniele Lucca, presentatore della manifestazione, vera voce e regia narrativa del DiVino Festival, capace di tenere insieme contenuti, ospiti e momenti istituzionali con un’impronta riconoscibile e ormai identitaria per l’evento.
Ad aprire la cerimonia è stato il sindaco Mario Cicero, che nel suo saluto istituzionale ha sottolineato il percorso compiuto da Castelbuono, diventato negli anni un punto di riferimento per l’enogastronomia grazie alla valorizzazione dell’identità territoriale, della biodiversità e della sostenibilità.
A seguire, Daniele Lucca ha dato il via alla premiazione con un sentito e commosso omaggio a Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e protagonista dell’edizione 2018 del Premio Gusto DiVino. Lucca ha ricordato come Petrini fosse rimasto profondamente onorato nel ricevere quel riconoscimento e come, con la sua consueta ironia, avesse confidato che aspettava da tempo di essere invitato a Castelbuono, riconoscendo nel borgo madonita un luogo capace di rappresentare pienamente i valori e la filosofia di Slow Food.
Il tributo ha rappresentato uno dei momenti più intensi della serata. Tra gli ospiti e il pubblico era palpabile un sentimento condiviso: con la sua scomparsa è come se il mondo di Slow Food avesse perso un padre, una guida capace di lasciare un’eredità culturale e umana destinata a rimanere nel tempo. Tra le sue parole ricordate nel corso dell’omaggio, anche una delle più celebri: “Mangiare è un atto agricolo”, sintesi di una visione che ha restituito centralità al rapporto tra uomo, terra e comunità.
Il riconoscimento è stato quindi consegnato al direttore di Slow Food Editore, Carlo Bogliotti, da Fausto Fiasconaro insieme ai ragazzi del DiVino Festival.
Nel suo intervento, Bogliotti ha ricordato il lungo percorso condiviso con Petrini, del quale ha curato libri e pubblicazioni. Ha sottolineato come i principi del “buono, pulito e giusto” siano oggi più attuali che mai, entrando non soltanto nel dibattito enogastronomico ma anche nelle politiche pubbliche e nella coscienza collettiva. “Dobbiamo nutrirci bene, in modo etico, senza rinunciare al piacere del cibo”, ha affermato, ricordando che il vero cambiamento nasce dai gesti quotidiani.
Un momento particolarmente significativo è stato dedicato a Francesco Saverio Russo, divulgatore e comunicatore del vino, tornato sul palco del DiVino Festival, dove era stato premiato nel 2017 con il Premio Gusto DiVino. Questa volta Daniele Lucca ha voluto esprimergli pubblicamente la propria stima, riconoscendogli la professionalità e il prezioso contributo offerto alla XX edizione attraverso le tre masterclass tenute nelle giornate del 19, 20 e 21 giugno.
Nel suo intervento, Russo ha raccontato le esperienze e gli approfondimenti proposti durante gli incontri, soffermandosi su territori vitivinicoli poco conosciuti ma di grande interesse, dalla Sardegna interna alle nuove realtà emergenti della Toscana. Ha inoltre evidenziato il valore delle produzioni che interpretano il territorio in modo innovativo.
Sul palco è poi salito Dario Dainelli, ex capitano della Fiorentina e oggi produttore vitivinicolo. Dainelli ha raccontato la nascita della sua azienda agricola, partita da una piccola produzione e cresciuta fino a raggiungere circa ventimila bottiglie annue, mantenendo però una dimensione artigianale e fortemente legata al territorio.

Il terzo premio è stato assegnato a Johnson Righeira, icona della musica pop italiana e oggi produttore di vino. Accolto con grande affetto dal pubblico, l’artista ha ricordato il legame costruito negli anni con Castelbuono, nato attraverso amicizie comuni e consolidato nel tempo da numerose visite nel borgo madonita.
Tra i momenti più applauditi della serata, l’intervento dello chef stellato Cristiano Tomei, premiato da Francesco Giaconia e Antonio Bonomo. Tomei ha parlato della cucina come esperienza di continua ricerca e apprendimento, invitando i giovani a non avere paura degli errori: “Se non sbagliate, non imparate”. Lo chef ha inoltre ribadito che la cucina non è soltanto creatività, ma soprattutto cultura, condivisione e rapporto profondo con la natura e con le persone. “La cucina è la lingua più diffusa del mondo”, ha affermato, ricordando come il cibo rappresenti identità, economia e piacere di vivere.
Spazio poi a Jacopo Fo, scrittore, regista e divulgatore impegnato sui temi dell’ecologia e della sostenibilità. A introdurlo è stato Daniele Lucca, che ha ricordato la figura di Dario Fo, Premio Nobel per la Letteratura, sottolineando come il suo pensiero, la sua libertà intellettuale e la sua capacità di raccontare la società attraverso il teatro continuino ancora oggi a rappresentare un punto di riferimento della cultura italiana. Un ricordo particolarmente significativo nell’anno in cui Dario Fo avrebbe compiuto cento anni.
Nel suo intervento, Jacopo Fo ha ricordato il padre, sottolineando come quest’anno avrebbe compiuto cento anni, e ha riflettuto sul valore della consapevolezza, dell’ascolto e delle relazioni umane, invitando il pubblico a vivere con maggiore attenzione le proprie emozioni e il rapporto con gli altri.
A chiudere la serie dei premiati è stata Giusina Battaglia, volto noto della televisione e ambasciatrice della cucina siciliana. A consegnarle il riconoscimento sono state Lucia Sapuppo e Anna Maria Cangelosi, due donne impegnate nella vita politica locale e appartenenti a schieramenti diversi. Un’immagine significativa che ha aggiunto valore al momento della premiazione, testimoniando come il riconoscimento della professionalità e del merito possa rappresentare un terreno d’incontro al di là delle appartenenze politiche. Sul palco, tre donne accomunate dall’impegno nei rispettivi ambiti hanno offerto un esempio di collaborazione e rispetto reciproco, sottolineando il valore del dialogo e della valorizzazione delle competenze nella crescita di una comunità.
Visibilmente emozionata, Giusina Battaglia ha ringraziato il pubblico per l’affetto ricevuto negli anni, ripercorrendo il proprio percorso professionale tra libri, programmi televisivi e divulgazione gastronomica. Ha inoltre ricordato il forte legame con le Madonie e con Castelbuono, definita uno dei comuni più belli del comprensorio, soffermandosi sul valore delle produzioni Slow Food presenti nel territorio. Ha infine invitato i presenti a essere orgogliosi di tutte le realtà che operano a Castelbuono, sottolineando come ciascuna, nel proprio ambito, abbia contribuito a far conoscere e apprezzare il nome del borgo ben oltre i confini della Sicilia, portandolo in Italia e nel mondo.
A chiudere definitivamente la serata è stato il ritmo di Lello Analfino & T-Orkestar, che hanno saputo coinvolgere il pubblico con la consueta naturalezza. Un’esibizione fatta di energia pura, in cui ironia e ritmo hanno infiammato la piazza, trasformandola in un unico grande coro.
A conclusione della XX edizione, Dario Guarcello, fondatore del DiVino Festival e oggi assessore al Turismo del Comune di Castelbuono, ha tracciato un bilancio della manifestazione, sottolineando il valore della rete istituzionale che ne ha sostenuto la realizzazione. Ha quindi rivolto un ringraziamento al Comune di Castelbuono, alla Regione Siciliana, a Sicilia – Regione Europea della Gastronomia 2025, a ONAV Enna e al Museo Naturalistico “Francesco Mina Palumbo”, oltre che agli sponsor e a tutte le realtà coinvolte.
Guarcello ha poi espresso riconoscenza a quanti hanno contribuito alla riuscita della manifestazione, ricordando il lavoro della squadra organizzativa: Vincenzo Allegra, Domenico Failla, Saro Mitra, Alberto Barreca, Francesco Brusca, Antonio Bonomo e Simona D’Angelo, presidente dell’Associazione DiVino, sottolineandone il ruolo centrale per professionalità, dedizione ed empatia.
“Negli anni – ha affermato Guarcello – i ragazzi hanno donato energie, competenze e idee, raccogliendo lo spirito con cui questo festival è nato e portandolo avanti con una dedizione straordinaria. Se oggi il DiVino Festival è diventato uno degli appuntamenti più attesi del panorama siciliano è soprattutto grazie a questa squadra, che ogni anno lavora con passione, senso di appartenenza e grande spirito di servizio”.
Un ringraziamento è stato infine rivolto anche ai giovani volontari che hanno dato il loro contributo alla manifestazione, tra cui Luca Giaconia e Enrico D’Ippolito, alla loro prima esperienza in un festival enogastronomico.
Il DiVino Festival conferma così la propria vocazione a essere non solo una vetrina delle eccellenze enogastronomiche, ma anche un luogo di confronto culturale, capace di intrecciare territorio, sostenibilità e grandi protagonisti del nostro tempo.







