Etna, nuova allerta rossa: aeroporto di Catania chiude fino alle 10

150 voli colpiti tra dirottamenti e cancellazioni
Passeggeri del volo EW2800 di Eurowings, dirottato a Palermo, bloccati in aeroporto senza bus per raggiungere Catania - © ViU News Passeggeri del volo EW2800 di Eurowings, dirottato a Palermo, bloccati in aeroporto senza bus per raggiungere Catania - © ViU News
Passeggeri del volo EW2800 di Eurowings, dirottato a Palermo, bloccati in aeroporto senza bus per raggiungere Catania - © ViU News
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L’Etna torna a condizionare la mobilità della Sicilia orientale. L’INGV ha emesso una nuova allerta rossa per l’aviazione, dopo che le telecamere di sorveglianza hanno rilevato una intensa emissione di cenere dai crateri sommitali. La nube vulcanica ha raggiunto un’altezza stimata di circa 4 chilometri, spostandosi rapidamente verso sud: una traiettoria che coincide con l’area dell’aeroporto di Catania-Fontanarossa. La Sac, società che gestisce lo scalo, ha confermato il prolungamento della chiusura dello spazio aereo nei settori C1 e B3, quelli direttamente interessati dal passaggio della nube. Di conseguenza, tutte le operazioni di volo in arrivo e in partenza restano sospese fino alle 10. Una misura necessaria per garantire la sicurezza, dato che la cenere vulcanica può danneggiare i motori degli aeromobili e compromettere la visibilità nelle fasi di avvicinamento.

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Dalle 9.30 in poi si è verificata una cascata di cancellazioni e dirottamenti. Complessivamente, tra voli cancellati (82) e voli dirottati o riprogrammati (70), sono 152 i collegamenti impattati dall’emergenza. Prima del blocco totale, Fontanarossa era riuscito a gestire appena 10 arrivi regolari e 6 partenze, tra cui il volo Delta diretto a New York. Poi, la situazione è precipitata: la Sac ha prima sospeso gli arrivi fino alle 16, poi ha annunciato la chiusura anche per le partenze, fissando lo stop completo alle 22 e poi alle 10 del 15 settembre. Il quadro dei dirottamenti restituisce la dimensione dell’emergenza. Palermo è stato lo scalo più coinvolto, con 30 voli deviati, seguito da Comiso con 12, Trapani con 10 e perfino Bari, che ha accolto un volo proveniente da Londra Gatwick. Parallelamente, 17 partenze originariamente previste da Catania sono state riprogrammate dagli aeroporti alternativi: 9 da Trapani, 5 da Palermo e 3 da Comiso. Una riorganizzazione complessa, che ha costretto le compagnie a ripensare in poche ore interi programmi operativi.

La cascata di cancellazioni ha coinvolto tutti i principali vettori: ITA Airways, Ryanair, Wizz Air, easyJet, Vueling, Transavia, Eurowings, British Airways, Iberia, Edelweiss, Royal Air Maroc e altri. Ryanair ha perso 23 voli, ITA 17, easyJet 15, Wizz Air 9, BA Euroflyer 3. Le cause sono duplice: l’impossibilità di far arrivare gli aeromobili e il deposito di cenere sulle piste, che richiede lunghe operazioni di bonifica prima di poter ripristinare la sicurezza. La giornata ricorda da vicino l’emergenza vissuta ad agosto, quando l’attività del vulcano aveva già imposto una chiusura prolungata dello scalo. Anche oggi, la nube di cenere ha seguito una traiettoria verso sud, investendo direttamente l’area aeroportuale e rendendo impossibile ogni operazione di volo. La Sac invita i passeggeri a non recarsi in aeroporto senza aver prima verificato lo stato del proprio volo, sottolineando che la riapertura dipenderà dall’evoluzione dei bollettini Vona e dal completamento delle operazioni di pulizia delle piste.

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