La Pesca di Delia IGP guarda al futuro puntando su ricerca, innovazione, competenze e valorizzazione del territorio. È questo il messaggio emerso dal convegno del 28 agosto, moderato dalla dottoressa Grazia Giammusso, che ha riunito ricercatori, tecnici, rappresentanti del mondo agricolo e istituzioni per confrontarsi sulle prospettive della peschicoltura.
Tra gli interventi centrali quello di Stefano Foschi, ricercatore e costitutore varietale di Ri.Nova, che ha illustrato il programma MASPes, dedicato al miglioramento genetico e alla selezione di nuove varietà di pesco e albicocco. Un lavoro nel quale il fattore tempo è determinante: dalla realizzazione di un incrocio alla disponibilità di una nuova varietà possono trascorrere anche 12-14 anni. Un periodo lungo, ma che dimostra come in agricoltura sia fondamentale programmare oggi pensando ai risultati di domani.


Il messaggio di Foschi è particolarmente importante per gli agricoltori: un programma varietale può apparire inizialmente più impegnativo e richiedere investimenti, sperimentazione e pazienza, ma nel tempo può premiare chi ha saputo programmare. Una varietà più produttiva, adatta al territorio, più resistente alle avversità e capace di offrire qualità al consumatore può infatti tradursi in maggiore efficienza e redditività per l’azienda. La ricerca, quindi, non deve inseguire soltanto le esigenze del presente, ma anticipare quelle del futuro.

Il confronto ha coinvolto anche Luigi Neri, con il contributo istituzionale e tecnico dell’amministrazione agricola, Ignazio Gibiino, espressione del mondo agricolo e produttivo, Calogero Insalaca di Vitroplant Sicilia, che ha posto l’attenzione sugli aspetti tecnici e colturali, e Vito Mercadante, che ha portato la voce dell’impresa agricola. Un confronto a più voci che ha evidenziato la necessità di far dialogare ricerca, istituzioni e aziende.
Tra i temi emersi con maggiore forza anche la carenza di potatori specializzati. La potatura non è soltanto un lavoro manuale, ma una competenza che incide sulla salute della pianta, sulla qualità dei frutti e sulla redditività del pescheto. Da qui l’impegno a favorire l’avvio di corsi di specializzazione per potatori, nella consapevolezza che formare nuove professionalità significa investire direttamente nel futuro della frutticoltura.
A chiudere i lavori è stato l’assessore Antonio Gallo, che ha richiamato il significato più profondo del percorso compiuto da Delia. È stato lui, insieme alle istituzioni, ai produttori e a quanti hanno creduto nel progetto, a iniziare e portare a compimento il percorso che ha condotto al riconoscimento della Pesca di Delia IGP. Un risultato che oggi non deve essere considerato un traguardo definitivo, ma la base per una nuova fase di sviluppo.

L’assessore ha posto l’accento sul valore di un progetto che va oltre la tutela e la promozione di una singola produzione. La Pesca di Delia IGP coinvolge oggi 12 comuni ricadenti nelle province di Caltanissetta e Agrigento e può mettere in movimento un vero sistema economico territoriale: dalla produzione alla trasformazione, dalla commercializzazione alla promozione, fino alla creazione di nuove professionalità e opportunità occupazionali.

È proprio questa la prospettiva che Delia vuole offrire alla Sicilia: fare dell’agricoltura non soltanto una memoria del passato, ma uno strumento concreto per costruire futuro. La Pesca di Delia diventa così identità, ma anche lavoro, diventa gusto, ma anche economia, diventa tradizione, ma soprattutto capacità di progettare ciò che verrà.
Il percorso dell’IGP dimostra inoltre che quando un territorio riesce a fare sistema può trasformare una produzione agricola storica in una leva di sviluppo. I dodici comuni coinvolti rappresentano una comunità territoriale più ampia, capace di condividere un prodotto, una storia e una prospettiva economica. È questa rete che può dare forza alla denominazione e renderla riconoscibile dentro e fuori dalla Sicilia.

