Nel bianco delle tuniche dei frati e in quello delle divise degli chef si riflette un medesimo linguaggio simbolico fatto di purezza, disciplina e servizio. Valori che attraversano i secoli e che oggi trovano un punto di incontro tra spiritualità, cultura e gastronomia. La purezza diventa scelta consapevole delle materie prime, la disciplina si traduce nel rigore della brigata di cucina, il servizio si rinnova nell’atto di prendersi cura degli altri attraverso il cibo.
È in questa cornice di significati che martedì 13 gennaio, all’Oratorio dei Bianchi, si è svolto l’evento promosso dall’Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea della Regione Siciliana, nell’ambito delle iniziative per celebrare il riconoscimento di “Regione Europea della Gastronomia”, assegnato alla Sicilia nel 2025 dall’IGCAT. Al cospetto degli stucchi di Giacomo Serpotta, simbolo di una bellezza che nasce dalla materia e si fa arte, è emerso con forza quanto in Sicilia il legame tra terra, architettura e cultura delle belle arti sia profondo e inscindibile.

La giornata ha rappresentato anche il momento di sintesi del percorso di Sicily Food Vibes, con il consuntivo delle 20 tappe e dei 500 espositori che hanno animato un progetto capace di raccontare l’Isola attraverso i suoi territori, le sue produzioni e le sue eccellenze. A seguire, le dichiarazioni dell’assessore regionale Luca Sammartino, che nell’intervista rilasciata al conduttore televisivo Salvo Sottile, ha offerto una panoramica dell’esperienza, sottolineando come Sicily Food Vibes abbia messo in relazione terra, trasformazione e tavola, portando la materia prima siciliana al centro di un racconto culturale condiviso, grazie anche alla capacità degli chef di trasformarla in cultura enogastronomica e identità riconoscibile nel mondo. Chiari gli obiettivi indicati dall’assessore: tutela del brand Sicilia, promozione di acquisti consapevoli, diffusione dei prodotti a chilometro zero, valorizzazione della filiera corta e sostegno a una vera rivoluzione culturale gastronomica. Centrale anche l’attenzione verso i giovani, con un sentito apprezzamento rivolto agli studenti degli istituti alberghieri presenti in sala, invitati a guardare con fiducia alle opportunità che la Sicilia offre, in particolare nel settore dell’agricoltura.

La conclusione è affidata all’idea di un percorso in costante working in progress, con la consapevolezza che molti dei traguardi fissati dall’azione amministrativa potranno essere raggiunti nel giro di pochi anni. Non un punto di arrivo, dunque, ma una tappa intermedia, utile a fare il punto e a rilanciare nuove progettualità, tutte orientate al rafforzamento e alla valorizzazione del patrimonio enogastronomico della Sicilia. All’evento era presente il presidente provinciale della Federazione Italiana Cuochi Salvatore Agnello, in rappresentanza della provincia di Caltanissetta, per rafforzare con determinazione l’impegno a credere e investire sempre di più nel territorio e nella valorizzazione del settore agroalimentare come elemento centrale di crescita e sviluppo.












