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Papa Leone XIV è stato accolto allo stadio comunale di Lampedusa da una grande folla di fedeli, che ha gremito l’impianto in occasione della celebrazione eucaristica, momento centrale della visita pastorale nell’isola.
Nel corso dell’omelia, il Pontefice ha ribadito la vicinanza della Chiesa alla comunità lampedusana e a quanti si occupano dell’accoglienza dei migranti. “Oggi sono qui per dirvi che il Papa continua ad accompagnarvi, vi sostiene e vi incoraggia”, ha detto Leone XIV, sottolineando il significato dell’Eucaristia come gesto di condivisione e presenza di Cristo nella vita quotidiana.
Il Papa ha poi rivolto un ringraziamento a tutti coloro che operano nell’accoglienza sull’isola: volontari, associazioni, istituzioni civili, forze dell’ordine, personale sanitario e religioso. “Grazie perché non c’è nulla di scontato nel vostro farvi prossimi”, ha affermato, evidenziando come la solidarietà nasca da scelte libere e consapevoli.
Ampio spazio anche al tema dei migranti, con un riferimento diretto alle persone presenti alla celebrazione: “Molti di loro non hanno soltanto ricevuto aiuto, ma hanno anche esercitato solidarietà nel loro viaggio, come poveri che aiutano i più poveri”.
Nel suo intervento il Pontefice ha richiamato la condizione del Mediterraneo e delle rotte migratorie, paragonandole alla parabola del Buon Samaritano e denunciando l’indifferenza e le scelte mancate che contribuiscono alle tragedie in mare. “I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese sia di decisioni non prese”, ha sottolineato. Papa Leone XIV ha inoltre indicato la necessità di un approccio europeo organico al fenomeno migratorio, capace di coniugare accoglienza, protezione, integrazione e sviluppo nei Paesi di origine, nel rispetto della dignità di ogni persona.


La celebrazione si è conclusa tra gli applausi della folla presente allo stadio, che ha seguito con partecipazione il momento centrale della visita papale a Lampedusa.
