DiVino Festival: i vini delle Alte Madonie protagonisti della masterclass ONAV dedicata a Grillo e Catarratto

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Il territorio delle Madonie come laboratorio d’eccellenza per la viticoltura di montagna e per la valorizzazione dei vitigni autoctoni siciliani. È stato questo il tema al centro della terza masterclass del DiVino Festival, svoltasi il 20 giugno a Castelbuono presso il Ristorante Palazzaccio e organizzata dalla sezione di Enna dell’ONAV – Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino. L’appuntamento si è inserito nel programma della ventesima edizione del DiVino Festival, la manifestazione che dal 19 al 21 giugno anima il borgo madonita con degustazioni, incontri e approfondimenti dedicati al mondo del vino.  

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A guidare l’incontro è stato Salvo Burrafato, che ha accompagnato il pubblico in un percorso di conoscenza dedicato a due tra i più importanti vitigni bianchi della Sicilia: Catarratto e Grillo. Un viaggio che ha intrecciato storia, ampelografia, territorio e degustazione, mettendo in evidenza il ruolo determinante del terroir nella definizione dell’identità di un vino.

Partendo dalla distinzione tra “territorio” e “terroir”, Burrafato ha sottolineato come quest’ultimo comprenda non soltanto gli aspetti geografici, ma anche clima, microclima, suolo, tradizioni e pratiche agronomiche. Un concetto particolarmente importante per i vitigni neutri e semiaromatici, nei quali l’influenza dell’ambiente emerge con maggiore evidenza rispetto alle varietà aromatiche.

Ampio spazio è stato dedicato alle origini del Grillo, oggi considerato uno dei simboli dell’enologia siciliana. Nato dall’incrocio tra Catarratto e Zibibbo, il vitigno sarebbe comparso nella Sicilia occidentale intorno alla metà dell’Ottocento. Le più recenti ricerche, ricordate durante la masterclass, tendono a escluder una diretta paternità del Barone Antonio Mendola, figura storica dell’agronomia siciliana, attribuendo invece la nascita del vitigno a un’origine precedente e probabilmente spontanea.

Più antica la storia del Catarratto, considerato uno dei vitigni bianchi più diffusi e rappresentativi dell’isola, protagonista per secoli anche nella produzione del Marsala.

Il focus dell’incontro si è poi spostato sulle Alte Madonie, dove i vigneti raggiungono quote prossime ai mille metri sul livello del mare. Qui le forti escursioni termiche tra giorno e notte e i terreni prevalentemente calcarei consentono maturazioni più lente e complete, preservando acidità, freschezza ed eleganza aromatica.

Secondo quanto emerso durante la masterclass, è proprio l’altitudine a rappresentare uno degli elementi distintivi della viticoltura madonita. Le condizioni climatiche favoriscono infatti la produzione di vini caratterizzati da una spiccata verticalità gustativa, da una notevole persistenza e da profili aromatici che richiamano frutta a polpa bianca, agrumi, erbe mediterranee e fiori.

La seconda parte dell’evento è stata dedicata alla degustazione guidata di diverse etichette provenienti dal territorio. Nei Catarratto degustati sono emerse note di mela verde, pera, pesca bianca, fieno, salvia e timo, accompagnate dalla tipica chiusura leggermente ammandorlata che rappresenta una delle caratteristiche distintive del vitigno. Nei Grillo, invece, si sono evidenziati profumi di zagara, bergamotto, agrumi, pesca tabacchiera e frutta tropicale, sostenuti da una struttura importante e da una marcata freschezza.

Alla degustazione hanno partecipato anche produttori e rappresentanti di alcune realtà vitivinicole del territorio madonita, che hanno illustrato le peculiarità dei propri vigneti e delle tecniche produttive adottate per valorizzare le uve di altura.

Non sono mancati i suggerimenti sugli abbinamenti gastronomici. La spiccata acidità e sapidità dei vini degustati li rendono particolarmente adatti a fritture di pesce, formaggi di media e lunga stagionatura, salumi e piatti della tradizione mediterranea, capaci di bilanciare e valorizzare le caratteristiche organolettiche dei vini.

La masterclass ha confermato il crescente interesse verso la viticoltura di montagna siciliana e il ruolo delle Madonie come territorio capace di offrire interpretazioni originali e di grande personalità di due vitigni storici come Catarratto e Grillo. Un patrimonio enologico che continua a raccontare una Sicilia diversa, fatta di altitudini, biodiversità e forte identità territoriale.

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