Dolcemente Castelbuono, tra tradizioni e gusto la kermesse del buon vivere conquista i visitatori

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Tre giorni all’insegna del buon vivere e del vivere sano, nel pieno rispetto della natura. Non solo cibo, ma anche hobbistica artigianale che, attraverso i propri manufatti, esprime i principi cardine della sostenibilità: basti pensare agli oggetti natalizi realizzati con carta di pane o ai volantini riciclati, trasformati in splendide palline da appendere all’albero di Natale. Dolcemente Castelbuono ha trasformato per il ponte dell’Immacolata il borgo madonita in un grande laboratorio del territorio. La vita scorre lenta tra le vie del centro storico, mentre l’aroma del vin brulé accompagna i visitatori immersi nell’atmosfera natalizia. Gli espositori propongono panettoni, biscotti, miele, salumi, formaggi, succhi naturali, melograni, liquori e birre artigianali, pasta ai grani antichi, pomodoro “siccagno” e conserve: un’offerta ricca, capace di raccontare l’identità gastronomica del territorio. A dominare la scena, però, è il profumo che arriva dalle montagne che sovrastano Castelbuono. Alte, imponenti e selvagge, custodi di una fauna composta da cinghiali e daini, queste cime ospitano una delle flore più pregiate d’Italia.

Il servizio di Fabio Caracausi

È qui che nasce il protagonista più ricercato delle degustazioni: il tartufo, considerato uno dei prodotti più pregiati al mondo, secondo soltanto al caviale. Francesco Albergamo, cavatore campano naturalizzato siciliano per amore, ha saputo trasmettere a Marianna, sua compagna, la passione per questo prezioso fungo ipogeo. Cavatore e cavatrice, complici ma al tempo stesso competitivi, si avventurano tra i sentieri accompagnati ciascuno dal proprio cane. Con loro si è unito anche un giovane palermitano, Alessio Giuliano. Il loro obiettivo è vivere in sintonia con i ritmi della montagna, assaporandone i frutti senza mai forzarne l’equilibrio. La natura li ispira e li guida, rendendoli suoi complici e mai predatori irrispettosi. Questo è il loro “autentico modus operandi”. Il paniere madonita si arricchisce anche grazie alla testimonianza dello chef Gesualdo Faulisi di Caltavuturo, uomo Slow Food, che da profondo conoscitore del territorio ne racconta le autentiche ricchezze: la manna, il miele, i prodotti caseari, i grani antichi e, soprattutto, quell’identità contadina capace di trasformare con amore ed energia un luogo unico, quasi fiabesco.

La biologa nutrizionista Barbara Bellucco elogia l’elevata qualità organolettica dei biscotti di Castelbuono, che ha potuto degustare nel corso di una visita guidata in una nota azienda del borgo:“Qui ci sono prodotti certificati, che io apprezzo molto. Ritengo che la qualità delle materie prime di questo territorio è molto rara e invidiabile a livello nazionale.”

Tra il suono delle cornamuse e le bolle di sapone, l’atmosfera è stata impreziosita dalla straordinaria voce della cover band Area 51, capace di catturare il pubblico, coinvolgerlo e trascinarlo nel ballo, valorizzando ancor più il contesto circostante. Del resto, Castelbuono è nota in tutta Italia per la sua ricca programmazione di eventi che anima puntualmente il calendario delle quattro stagioni: Ypsigrock, Jazz Festival, Divino Festival, solo per citarne alcuni. In occasione dell’Anno Giubilare, la ricorrenza dell’Immacolata è stata celebrata con grande solennità dal Vescovo Mons. Giuseppe Marciante, che ha guidato una suggestiva processione tra i vicoli del borgo. Avvolta in un silenzio carico di devozione, la comunità ha accompagnato la statua della Madonna, portata a spalla dai fedeli, fino al rientro nella Matrice, recentemente riaperta.

“Questa tre giorni di Dolcemnte Castelbuono si intreccia con la tradizionale festa dell’Immacolata, diventando occasione per unire la devozione alle nostre radici con i sapori autentici del territorio. È la conferma– sottolinea il sindaco Mario Cicero –della ricchezza di eccellenze che i visitatori hanno potuto apprezzare: dai formaggi ai biscotti, fino alla possibilità di vivere la serenità del nostro borgo, custode di quella qualità della vita che caratterizza l’intero comprensorio delle Madonie.”Il primo cittadino evidenzia come, nei borghi, la vita scorra dolcemente: luoghi dinamici, ricchi di tradizioni gastronomiche, strutture ricettive di qualità, paesaggi incontaminati, natura, aria pura e un insuperabile senso di comunità e ospitalità. Mentre il mondo corre inseguendo obiettivi consumistici, Castelbuono e tutto il suo hinterland custodiscono e valorizzano giorno dopo giorno la propria identità, un modello da replicare in ogni angolo della Sicilia.

“Desidero esprimere la mia sincera gratitudine all’amministrazione comunale di Castelbuono che, dal 2019, sostiene e rende possibile questo evento. Grazie al loro supporto, la manifestazione è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento regionale dell’enogastronomia siciliana. Il successo– dichiara la presidente di Baz’Art Sicilia e organizzatrice della kermesse Simona D’Angelo –è il risultato di un lavoro condiviso e di una visione comune: promuovere il territorio e le sue piccole e medie realtà”.

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